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Il Tubificio di Terni

Il Tubificio di Terni

Tubificio in flessione, è braccio di ferro all'Ast

L'azienda: colpa della congiuntura sfavorevole. I sindacati: impegni disattesi. E alla vigilanza si bloccano gli straordinari per protesta contro la turnazione dei classificatori del rottame

E' scontro alle acciaierie sulle prospettive del Tubificio. Il reparto sta vivendo una flessione di mercato come ha evidenziato l'amministratore delegato di Ast, Massimiliano Burelli, nell'incontro di oggi con i sindacati ai quali ha spiegato che la situazione sarebbe riconducibile esclusivamente a una congiuntura globale.

Una visione ribaltata dalle segreterie territoriali di Fiom Cgil, Fim Cisl, Uilm Uil, Usb e Fismic, per le qualila flessione è dovuta "anche a scelte commerciali e organizzative non condivisibili che in passato abbiamo più volte segnalato, criticato e mai condiviso". "I report delle vendite complessive di tutti i produttori del tubo marmitta in nostro possesso - spiegano - se preso di riferimento il dato delle immatricolazioni nel mercato europeo è in flessione solo nel mese di settembre e segna positività nei mesi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Gli impegni presi da parte aziendale nel triennio 2016-19 dove il Tubificio doveva avere una crescita con obiettivi importanti e significativi, oggi purtroppo vengono disattesi".

Le organizzazioni sindacali esprimono cosi una "profonda preoccupazione per i volumi previsti di spedizione per i prossimi tre mesi, con lo spettro di avere un’azienda non reattiva verso gli utilizzatori finali. Crediamo - aggiungono - che una vera politica e strategia commerciale debba traguardare gli obiettivi più volte annunciati creando una struttura idonea ed adeguata per rispondere in maniera veloce e dinamica al mercato principalmente dell’automotive ma più in generale della filiera del tubo sia marmitta che strutturale. Auspichiamo, come più volte detto, che realmente agli annunci seguano i fatti che sono dirimenti per vincere le sfide future del mercato ai fini di consolidare e sviluppare le produzioni di Ast sulle quali continuiamo a pensare hanno, ad oggi, grandi margini e potenzialità di crescita".

Vigilanza in stato di agitazione

Intanto c'è agitazione nel reparto vigilanza delle acciaierie. Le rsu hanno deciso il blocco di tutti gli straordinari non contrattuali dei lavoratori del settore per protesta contro la decisione dell'azienda di procedere alla turnazione come classificatori del parco rottame. Dal primo agosto infatti l'azienda ha deciso di spostare al posto dei classificatori, in maniera graduale, una parte della vigilanza che qui sarebbero rimasti per due anni. Un provvedimento preso come conseguenza dell'inchiesta "Acciaio sporco" che nel giugno 2017 aveva scoperchiato una truffa ai danni delle acciaierie sulle consegne del materiale ferroso. Secondo le rsu e i lavoratori della vigilanza, che avevano già rigettato l'ipotesi di accordo proposta il 17 settembre e lo hanno confermato in un referendum, sarebbe "un errore gravissimo perché potrebbe significare smantellare la vigilanza stessa e perdere le professionalità acquisite in questi anni". Una "scelta unilaterale" che l'azienda sembra intenzionata a portare avanti senza ripensamenti e da qui la prima iniziativa di mobilitazione delle rsu.

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