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Economia

Terni coi conti in rosso, dieci protesti ogni settimana: “Crescono le quantità e gli importi”

Il dato rilevato dall’osservatorio della prefettura sugli indicatori dell’economia ternana: “Interrotta la flessione che si registrava dal 2018”

Sono dati che, in generale, potrebbero sembrare irrilevanti visto che trattano numeri molto residuali rispetto al totale della popolazione residente a Terni e nel resto del territorio provinciale. In realtà, potrebbero essere un campanello d’allarme, soprattutto per questo: “Il numero e l’ammontare dei protesti registrano un lieve aumento nel primo semestre dell’anno (il 2022, ndr). In particolare, l’importo dei protesti interrompe la flessione che si registrava dal 2018”.

Un capitolo del dossier redatto dalla prefettura di Terni sugli “Indicatori dell’economia ternana” è dedicato al tema dei protesti. Tecnicamente, si tratta dell’atto pubblico con il quale si attesta l’avvenuta presentazione di una cambiale o di un assegno al debitore e il rifiuto da parte dello stesso di pagare o accettare il titolo. Concretamente, significa non riuscire ad onorare un debito. Con tutte le conseguenze che questo comporta, soprattutto in relazione al fatto che il protesto “segna” il curriculum economico del debitore che, così, si trova la strada sbarrata per l’accesso al credito.

Un problema, insomma. Che a Terni sta tornando. “Nel corso del secondo semestre 2022 – dice il dossier della prefettura - il numero dei protesti iscritti al registro della Camera di commercio è pari a 292 unità, dato in aumento del 7,7 per cento rispetto allo stesso periodo del 2021. Nello stesso arco temporale, si registra una crescita del 93,9 per cento dell’importo totale dei protesti e un aumento del 79,9 per cento di quello medio. Nel 2022, il numero di protesti è pari a 652 unità e cresce del 16,2 per cento rispetto al 2021. Sempre su base annua, l’importo totale e quello medio risultano entrambi in aumento, rispettivamente, del 75 per cento e del 50,6 per cento”.

Guardando più nel dettaglio i numeri, nella sola città di Terni, il numero di protesti registrati nel corso del 2022 è stato pari a 547 (su 652 totali in provincia, per una media di oltre 10 ogni settimana) con una crescita di quasi il 19 per cento rispetto all’anno precedente. L’importo complessivo a protesto è di quasi 550mila euro (poco meno di 600mila il totale in provincia) con una variazione del +90,6 per cento rispetto all'anno precedente. L’importo medio dei protesti è di poco superiore a mille euro (909 la media per il territorio provinciale).

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