La Cgil si riaffida a Romanelli: "Stop alla precarietà del lavoro"

Aperto il congresso, il segretario provinciale uscente verso la riconferma. Appalti, associazioni nel mirino. Frecciata alle coop sociali: "Hanno perso la missione originale"

Il segretario della Cgil di Terni, Attilio Romanelli

La Cgil di Terni si riaffida ad Attilio Romanelli. Il segretario provinciale uscente si avvia verso la riconferma - anche se non è escluso che a metà mandato possa esserci una staffetta con una nuova guida - nel congresso che si è aperto oggi al centro congressi di Valleantica a San Gemini.

"Rapporti di lavoro poveri e precari"

La precarietà del lavoro e la necessità di renderlo più stabile è stata al centro dell'articolata relazione introduttiva di Romanelli. "Stabilizzare il lavoro - ha detto - per noi significa interrompere l'uso indiscriminato delle tipologie contrattuali che in alcune aziende del Ternano hanno determinato situazioni paradossali come l'esperienza di alcuni lavoratori che hanno denunciato contratti limitati nel tempo e ripetuti condannandoli alla precarietà".

Il segretario della Cgil ha ricordato come nel primo semestre 2018 le assunzioni a tempo indeterminato siano state meno del 20% del totale. "Oltre l'80% dei rapporti di lavoro sono poveri e precari - ha detto - e le cessazioni dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato sono superiori alle attivazioni. Le imprese di diverse dimensioni, secondo i dati della Camera di commercio, sono scese sotto le 19mila, cosa mai determinatasi nella storia passata del territorio ternano. Il 74% delle attivazioni, inoltre, avviene nel comparto dei servizi dove part time e flessibilità la fanno da padroni. Questi pochi elementi - ha chiosato - ci offrono un quadro preoccupante per quanto riguarda la tenuta sociale ed economica del territorio".

Il protocollo sugli appalti, "padroni" nel mirino 

Tra le questioni affrontate anche quella relativa alla sicurezza sul lavoro e al protocollo sugli appalti. "Lo abbiamo più volte chiesto alle associazioni datoriali e nelle sedi istituzionali - ha affermato Romanelli - e ora non può più essere oggetto di confronto ma necessita di interventi per rimuovere la precarietà e la debolezza  di chi è chiamato a svolgere attività lavorative in assenza di diritti. Vertenze importanti sono state vissute in riferimento all'assegnazione di appalti dove la logica del massimo ribasso ha determinato la caduta salariale degli occupati interessati. In alcune occasioni non si sono applicate le clausole di salvaguardia con conseguente perdita di lavoro o reintegro con trattamenti peggiorativi sul piano economico e nella tutela dei diritti. In prefettura - ha aggiunto - è in corso il confronto con Ast per il rinnovo del protocollo sulla sicurezza, rimaniamo contrariati dell'indisponibilità espressa dalle associazioni datoriali nel partecipare al confronto e alla costruzione di uno strumento utile per tutti. Questo è l'esempio più chiaro di come non possono più essere tollerate relazioni industriali conservative e miopi pensando che fuggire da serie discussioni su temi come sicurezza, prevenzione e salario possano consentire di sopravvivere alle tante crisi in essere". 

"Troppa incertezza su Ast"

Romanelli ha espresso poi tutta la sua preoccupazione sullo "stato di incertezza" negli assetti proprietari di Ast. "Lo stabilimento di viale Brin - afferma - meriterebbe una gestione più intraprendente nei confronti del mercato e una più rispettosa attenzione nel campo delle relazioni sindacali. La Terni ha creato ricchezza e ha nel tempo sostenuto un diffuso e qualificato sistema di imprese che a oggi vivono travagliate difficoltà alimentando così precarietà e incertezza per chi vi lavora".

Sociale, attacco alle coop

Nella sua relazione il segretario della Cgil ha mandato una frecciata anche al sistema cooperativo che si occupa in particolare dei servizi socio sanitari. "Al movimento cooperativo - ha sottolineato - chiediamo l'apertura di un confronto consenta la rimozione delle tante criticità che hanno fatto registrare una crescente separazione tra la missione originale e le condizioni di lavoro vissute. Questo è un campo sensibile viste le attività coinvolte prevalentemente legate all'assistenza dei servizi e delle persone. Vi è stata una crescente espansione in attività che un tempo erano patrimonio del pubblico e proprio per queste ragioni intendiamo confrontarci e costruire attività che uniscano gli interessi di chi lavora e dei cittadini utenti".

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La questione ambientale

Sul fronte ambientale Romanelli ha invece sottolineato la necessità di una riorganizzazione urbana e della gestione del trasporto merci e persone. "L'area ternana - ha detto - viene attraversata da circa 500 tir al giorno più il traffico privato che ci porta a sostenere la richiesta del completamento della piattaforma logistica e l'uso del mezzo elettrico per la movimentazione nel territorio urbano. Lego questo richiamo alle preoccupazioni crescenti sui tassi di inquinamento causa emissioni polveri sottili e malattie conseguenti. Ambiente e salute - ha concluso - sono una diade che intendiamo alimentare con una convincente azione sindacale attraverso il sostegno a tutte le iniziative di ricerca e studio fatte da soggetti istituzionali accreditati"

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