Sabato, 13 Luglio 2024
Economia

“Terni, chiusure e degrado nel centro storico: spezzare questo circolo vizioso, le nostre proposte”

Il documento di Confartigianato: “Difficile immaginare un rilancio a breve termine, serve un piano di emergenza per le attività commerciali e artigianali e a sostenere i livelli di vivibilità”

Riceviamo e pubblichiamo integralmente una nota diffusa da Confartigianato Terni che contiene alcune proposte dell’associazione di categoria per cercare di contrastare il fenomeno della desertificazione del centro cittadino.

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Confartigianato Terni denuncia da mesi il rischio di desertificazione del centro città di Terni. Se fenomeni di questo tipo sono presenti in tutte le città italiane, con specifico riferimento a quelle di media e piccola dimensione, la crisi di Terni è aggravata da peculiarità che rendono particolarmente difficile immaginare un rilancio a breve termine.

Terni ha una incidenza elevatissima delle medie e grandi superfici, certamente di gran lunga la più alta dell’Umbria se messa in relazione alla presenza effettiva di residenti (che in numero rilevante sono domiciliati in altre città per motivi di studio e di lavoro), all’assenza di forti poli universitari con capacità di attrazione esterna, alla configurazione della stessa distribuzione delle medie e grandi strutture che non presentano capacità di gravitazione commerciale sui territori limitrofi, alla presenza di flussi turistici deboli nel centro città, in confronto alle aree periferiche.

Tutti questi elementi uniti ad affitti dei locali commerciali particolarmente elevati, alle difficoltà e oneri importanti anche solo per il cambio della destinazione d’uso, alle aliquote al massimo della tassazione locale sulle imprese e sulle famiglie, rischiano di rendere irrisolvibile la crisi del centro città se non si interviene subito con strumenti straordinari.

Gli enti locali stanno ipotizzando politiche di riforma e sostegno: la Regione Umbria ha avviato la riforma del testo unico del commercio e pensa a politiche di sostegno e valorizzazione incentrate sui futuri distretti del commercio, il Comune di Terni nel quadro del processo Qsve del progetto Interest sta conducendo azioni di rigenerazione urbana, di promozione delle attività e di pianificazione di carattere urbanistico commerciale.

Il punto è che queste azioni saranno in grado di generare i primi effetti, si auspica, positivi, certamente nel medio-lungo termine, ma la crisi attuale del commercio cittadino e dell’artigianato del centro città rischia di desertificare l’area urbana nel breve-brevissimo termine. Mentre lentamente e faticosamente si immaginano futuri strumenti di sostegno, si assiste nel centro di Terni e anche nelle periferie alle chiusure a ripetizione, alle difficoltà evidenti, perfino dei negozi storici e dei pubblici esercizi.

I circoli viziosi chiusure – degrado – minore attrattività commerciale del centro città – ulteriori chiusure sono fenomeni pericolosissimi e già in atto. Evidenti sono anche i fenomeni di trasferimenti di attività in altre zone del centro o della periferia nel tentativo di gestire i costi di affitto o i costi pubblicitari e accessori. Inoltre, si sta affermando una prassi finora sconosciuta a Terni con questa dimensione di residenti della periferia che scelgono per lunghi periodi di non frequentare affatto il centro città.

A seguito di uno studio che abbiamo condotto sulla effettiva disponibilità di incentivi al commercio in città paragonabili a Terni di altre regioni italiane per investimenti inferiori ai 50mila euro nel periodo dal primo gennaio 2020 a oggi, si rileva che a Terni e in Umbria per le imprese commerciali sono stati disponibili incentivi molto limitati e puntati solo sull’internazionalizzazione e sulla digitalizzazione. Quindi non è stato incentivato l’investimento nel rinnovo di arredi, macchinari, opere murarie, promozione delle tipicità enogastronomiche. L’analisi degli incentivi disponibili in altre città paragonabili evidenzia politiche di incentivo nel complesso non molto differenti, ma anche l’operatività di strumenti dedicati espressamente al commercio e rivolti alle categorie di investimento sopra richiamate, che in Umbria e a Terni in particolare sono mancati. Ecco alcuni esempi.

Latina (127mila abitanti) (nuovo bando Lazio km zero): sostegno ristorazione industria e commercio che utilizzano prodotti del territorio, contributi fino a 10mila euro, anno 2023, ente erogante Regione Lazio. Salerno (126mila abitanti): aiuti alle imprese artigiane e commerciali per migliorarne la competitività, contributi fino a 20mila euro, anno 2020, ente erogante Regione Campania. Trento (118mila abitanti): fondo per sostegno e riqualificazione attività economiche, contributi fino a 14mila euro per l’ammodernamento delle attività, anno 2021, ente erogante Comune di Trento.

Per tutti questi motivi, riteniamo sia urgente concordare con il Comune di Terni e la Regione Umbria, per le rispettive competenze, un piano di emergenza volto a contrastare le chiusure commerciali e artigianali e a sostenere i livelli di vivibilità del centro città, basato su cinque elementi fondamentali.

Un programma di eventi pensato per il commercio tradizionale in sede fissa e per l’artigianato localizzato e una serie di nuove regole per la realizzazione degli eventi nel centro città che evitino rischi di vera e propria concorrenza sleale nei confronti delle attività in sede fissa, un bando di incentivi per chi investe in arredi, macchinari e attrezzature, opere murarie (nel centro e in periferia) con premialità per i negozi storici e per chi intendesse recuperare l’aspetto storico di esercizi commerciali e artigianali e/o per promuovere negli esercizi le tipicità enogastronomiche del territorio. Un intervento immediato, concordato con la Regione Umbria per le rispettive competenze, per semplificare e liberare da oneri il cambio di destinazione d’uso dei locali. Riduzioni della fiscalità locale per le imprese (Tari, canone unico, ecc.), impegno straordinario per il decoro, regole stringenti per la pulizia e la conduzione di animali, interventi per la sicurezza e le manutenzioni, con particolare riferimento agli arredi urbani e all’installazione di videocamere di sorveglianza, ai controlli alla circolazione veicolare (contrasto alla sosta selvaggia).

Il piano deve essere mirato a consentire il mantenimento in vita della base minima delle attività commerciali, a partire dalle storiche, e a costituire un ponte e una preparazione alla futura positiva accoglienza delle politiche attualmente in gestazione da parte della regione Umbria e del Comune di Terni. Altrimenti, quando queste politiche entreranno finalmente nella fase operativa si troveranno ad agire in un centro storico desertificato e rischieranno anch’esse per questi motivi di essere inefficaci ai fini dello sviluppo.

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