Maratta, prove tecniche di rinascita: imprese in fila per affittare i terreni della Regione

Si tratta di 15 lotti da assegnare per 35 anni con canoni d’affitto da duemila a settemila euro al mese. L’assessore Bartolini: aree molto appetibili, ma senza diritto di superficie le banche non concedono mutui

L'area di via Angelini

La zona industriale di Maratta è stato il “polmone” dell’economia ternana. Poi la crisi ha tagliato ossigeno alle imprese. E la fotografia florida di qualche anno fa si è sbiadita. Oggi sembra esserci però una speranza per la rinascita.

Se è discusso stamattina nel corso dell’audizione che la prima commissione del consiglio regionale, presieduta da Andrea Smacchi (Pd) ha riservato all’assessore Antonio Bartolini. In questa sede, Bartolini ha illustrato la proposta della giunta di concessione del diritto di superficie a tempo determinato agli aggiudicatari delle concessioni d’uso dei terreni di proprietà regionale che si trovano nell’area industriale di Maratta. Secondo l’assessore, si tratta di un atto da approvare con urgenza, visto che si parla di aree molto appetibili sul mercato alla luce dell’attivazione dell’area di crisi complessa e degli strumenti finanziari a cui si può accedere. Molte imprese hanno manifestato interesse per attivare nuovi interventi, ma serve questa modifica perché le banche senza un diritto reale di superficie hanno difficoltà nella concessione dei mutui.

Si tratta di 15 terreni edificabili in via Arnaldo Maria Angelini per una superficie complessiva di oltre 43mila metri quadrati che Palazzo Donini ha rilevato alla fine del 2016 da Tns Consorzio. I bandi prevedono una assegnazione per 35 anni a canoni mensili che, in base alle dimensioni del lotto, variano da poco più di duemila ad oltre settemila euro.

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“Con questa modifica – spiegano ora da Palazzo Cesaroni - si risolverà il problema e, dopo l’ok dell’aula, potranno partire bandi e avvisi”. Al termine dell’audizione, la commissione ha chiesto un approfondimento agli uffici, così da approvare l’atto la settimana prossima e portarlo in consiglio regionale nella prima seduta utile.

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