Tensione all'Ast, salta la firma sul protocollo per la sicurezza sul lavoro

Dopo il confronto con l'ad Burelli sui trasferimenti in acciaieria la rsu conferma lo sciopero e i sindacati non sottoscrivono l'accordo. Il prefetto De Biagi sbotta e chiede scusa: "Un'occasione mancata dopo un anno di lavoro"

Il tavolo convocato dal prefetto De Biagi

Tensione all'Ast tra azienda e rsu, salta la firma dei sindacati sul protocollo per la sicurezza sul lavoro alle acciaierie prevista questa mattina in prefettura. E il prefetto De Biagi si arrabbia: "Una occasione mancata dopo un anno di lavoro". 

La cosa era nell'aria già dal pomeriggio di giovedì quando l'incontro tra l'ad Massimiliano Burelli e i segretari dei sindacati dei metalmeccanici non aveva sortito effetti sulla revoca dello sciopero indetto dalle rsu per i trasferimenti improvvisi da un reparto a un altro. E non è servito nemmeno il confronto tra l'ufficio del personale e le rsu di questa mattina per far fare marcia indietro ai rappresentanti dei lavoratori. "Non è emerso da parte dell'azienda un atteggiamento propositivo e costruttivo tale da sospendere lo sciopero in corso", fanno sapere intorno alle 10.30 le rsu che non avrebbero ricevuto garanzie dall'azienda a risolvere i problemi aperti. Sciopero confermato, dunque, e braccia incrociate dalle 20 alle 24 stasera e domenica. Ma alle 11 era in programma - da tempo - la firma in prefettura sul "Protocollo per la pianificazione di interventi in materia di salute, ambiente e sicurezza nell'ambito dell'Ast e delle sue divisioni" che alla luce di quanto stava avvenendo in acciaieria i sindacati non hanno voluto firmare comunicandolo qualche minuto prima della riunione al prefetto De Biagi. Una questione più che di sostanza che di principio, sottolineano, "perché non si può firmare un protocollo sulla sicurezza nel momento in cui è stato proclamato uno sciopero per un'organizzazione del lavoro che rischia di creare problemi proprio per la sicurezza". 

Ma evidentemente anche al prefetto - che aveva letto dei problemi in corso sui giornali on line - qualcuno aveva dato garanzie che la situazione si fosse risolta in tempo per questa mattina. E così, una volta seduti tutti al tavolo, De Biagi sbotta. "Sono molto contrariato - dice - abbiamo lavorato oltre un anno a questo documento ed era stata una delle prime cose che mi era stata chiesta appena arrivato a Terni. Ci abbiamo messo un po' di tempo ma è stato fatto un buon lavoro. C'è, anzi c'era fino a stamattina, la soddisfazione di aver fatto un buon lavoro ma ho ricevuto la comunicazione che i sindacati non firmeranno il protocollo in questo momento. Il protocollo è una cosa diversa rispetto a quello che sta succedendo alle acciaierie per questo la ritengo un'occasione mancata. Mi dispiace, chiedo scusa".

Il prefetto ha evitato di dare la parola ai presenti al tavolo che si sono alzati e se ne sono andati alla spicciolata. "Non voglio commentare", dice salutando i giornalisti l'ad Burelli. Anche i sindacalisti presenti evitano di parlare e poi affidano i commenti a un comunicato congiunto.

"Ribadiamo il valore strategico del protocollo sulla sicurezza - dicono Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm, Fismic e Ugl - e confermiamo l'impegno profuso per la realizzazione che in questi anni abbiamo profuso per la realizzazione e applicazione degli interni contenuti all'interno del protocollo stesso. Ringraziamo il prefetto e le istituzioni per il contributo e ci scusiamo per l'empasse determinatosi non certo voluto dalle organizzazioni sindacali. Facciamo notare - proseguono - che nell'ipotesi di accordo ancora una volta si registrano le assenze delle associazioni datoriali, fatto estremamente grave, vista la presenza di diverse e numerose aziende a loro associate operanti nel sito. Esprimiamo forte preoccupazione per il comportamento di Ast che con i propri atteggiamenti nelle relazioni sindacali non favorisce un clima positivo di relazioni come è sempre stato nella storia dell'azienda. La decisione di non sottoscrivere oggi il protocollo è il risultato di una poco attenta valutazione da parte dell'azienda delle tante criticità presenti nel sito ma da tempo non valutate con la dovuta attenzione dal managemente locale. Confermiamo al prefetto la disponibilità alla firma del protocollo da noi sempre sollecitato e richiesto in un quadro di regole certe e comportamenti corretti e coerenti". Sul quando però nessuna indicazione, forse se ne riparlerà dopo lo sciopero ma sindacati e rsu attendono prima risposte concrete dall'azienda. 

L'Usb: "A rischio i contratti interinali"

"Comprensibile la reazione contrariata ed irritata  del prefetto - affermano invece in solitaria dall'Usb - comprensibile non è invece la totale chiusura che l’azienda ha opposto alle richieste delle rsu che, unitariamente, hanno proclamato uno sciopero di due ore proprio per denunciare le scelte di ordine organizzativo interne sul personale e che rafforzano le criticità e le problematiche legate al delicato tema della sicurezza. La conferma di come la realtà dello stabilimento, delle ditte appaltatrici e le condizioni complessive dei lavoratori nello stabilimento, non trovino evidentemente il sufficiente riscontro negli intenti richiamati nel protocollo su ambiente e sicurezza che si sarebbe dovuto sottoscrivere, seppur condivisibili. Una tempistica quindi, quella della sottoscrizione del protocollo e quella della proclamazione dello sciopero, che ha determinato un cortocircuito che nemmeno le segreterie provinciali hanno potuto gestire e che lascia sul piatto ed irrisolti tutti i problemi emergenti dell’Ast legati all’organizzazione, gestione del lavoro e delle dotazioni organiche. Basti richiamare la problematica relativa agli interinali il cui contratto è in scadenza al mese di settembre e che l’azienda, al momento, sembra non voler rinnovare. Tutte problematiche quindi che confermano le criticità prodotte dall’accordo del 2014. Un fatto quello occorso oggi, che si cala in un contesto molto delicato per l’ast ed i lavoratori, nel quale il tema della vendita dello stabilimento ha alimentato le preoccupazioni e determinato azioni e reazioni non solo da parte del sindacato ma anche delle Istituzioni. Tarda ad arrivare la convocazione del tavolo al Mise e per questo la Federazione, di concerto con gli organismi nazionali che seguono il settore, si adopererà per mettere in campo le idonee azioni utili ad aprire un confronto a tutto campo per accendere un focus e la giusta attenzione sul futuro e prospettive di un sito siderurgico strategico non solo per il nostro territorio, ma per il Paese tutto".

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