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La ThyssenKrupp

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ThyssenKrupp nella bufera, si dimette un altro pezzo da novanta

Dopo il ceo Hiesinger lascia anche il presidente del comitato di sorveglianza Lehmer dopo la profonda spaccatura sulle strategie future. La governatrice Marini preoccupata: "Di Maio convochi il tavolo al Mise"

ThyssenKrupp nella bufera, la multinazionale tedesca perde un altro pezzo da novanta. Dopo il passo indietro dell'ormai ex ceo Hiesinger, questa mattina ha rassegnato le dimissioni a partire dal 31 luglio anche il 72enne presidente del consiglio di vigilanza, Ulrich Lehner. Alla base della decisione la profonda spaccatura interna sulle strategie della multinazionale tedesca dopo la fusione con l'indiana Tata Steel

"La fiducia dei principali azionisti e una comprensione comune all'interno del Supervisory Board sulla direzione strategica di Thyssenkrupp - spiega Lehner - sono state la base del mio lavoro e un prerequisito per la mia promessa a Berthold Beitz di sviluppare ulteriormente la società nell'interesse dei clienti, dei dipendenti e azionisti. Questo non è più dato. Prendo questo passo consapevolmente per consentire una discussione fondamentale con i nostri azionisti sul futuro di Thyssenkrupp. La mia decisione può contribuire a creare la consapevolezza necessaria con tutte le parti interessate che la rottura della società e la conseguente perdita di molti posti di lavoro non è un'opzione né nell'interesse del fondatore, né nell'interesse del Paese".

"Il comitato esecutivo deplora le dimissioni di Ulrich Lehner e lo ringrazia per la collaborazione di fiducia", ha commentato il nuovo ceo della multinazionale tedesca Guido Kerkhoff. "Con la sua guida pacifica e affidabile del consiglio di sorveglianza - afferma - ha riconciliato gli interessi degli azionisti e dei dipendenti in ogni momento. Ha sempre supportato il Consiglio con la sua preziosa consulenza imprenditoriale, anche in tempi difficili, e in tal modo ha reso possibile l'implementazione della Strategic Way Forward e della joint venture in acciaio con Tata. Il Supervisory Board deciderà sulla successione del dottor Ulrich Lehner a breve".

La governatrici Marini mette fretta a Di Maio

Si dice "preoccupata" delle notizie che arrivano dalla Germani la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, per la quale "diviene urgentissimo, e non più rinviabile da parte del Governo, e del Ministro dello sviluppo economico, Luigi di Maio, la convocazione di un incontro in sede governativa, richiesto ormai oltre due settimane fa senza che, ad oggi, vi sia stato alcun riscontro”. “Si tratta di affermazioni che – prosegue la Marini commentando le dichiarazioni di Lehner - sommandosi alla situazione di incertezza in cui si trova l’Ast anche in considerazione dell’annunciata vendita, aumentano enormemente i nostri timori e indicano la gravità dell’attuale situazione rispetto alle prospettive industriali ed occupazionali del sito produttivo di Terni. Mi sorprende, dunque, di fronte ad uno scenario così incerto e di grande preoccupazione, che ancora il Governo non abbia assunto una iniziativa tesa ad effettuare una attenta valutazione circa le prospettive di Ast e del sito siderurgico di Terni ed alle possibili implicazioni ed evoluzioni che potranno determinarsi in termini anche di perdita di competitività, di volumi produttivi e – conclude la Marini - di posti di lavoro”. 

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