Treofan, più ombre che luci sul futuro dell’azienda

La nota del Gruppo Jindal: mercato estremamente competitivo, siamo in difficoltà. Ripresa produttiva a Terni dopo le feste natalizie, dubbi per lo stabilimento di Battipaglia. Allerta dei sindacati

“Il nostro piano industriale ancora in fase di approfondimento (…) prevede che lo stabilimento di Terni riprenda l’attività produttiva dopo le feste natalizie”. Se le comunicazioni del Gruppo Jindal si fermassero a questa frase, allora il futuro di Treofan sembrerebbe destinato ad una svolta finalmente positiva.

Il problema è che con la nota attraverso la quale, all’ultimo minuto, l’azienda ha disdetto il summit in programma al ministero dello Sviluppo economico, c’è scritto molto altro. Che non lascia immaginare nulla di buono.

L’allerta porta la firma di Filctem, Femca e Uiltec che, proprio partendo dagli elementi contenuti nella nota aziendale, riflettono non solo sulle motivazioni che hanno portato il gruppo all’acquisizione di Treofan, ma anche e soprattutto sulla possibile strada da seguire per evitare che la vertenza abbia conseguenze disastrose dal punto di vista occupazione e della capacità produttiva – addirittura – del sistema Paese.

La nota aziendale dice infatti che “il Gruppo Jindal si trova in una situazione di evidente criticità causata dal mercato estremamente competitivo sui prezzi… caratterizzato da una significativa sovraccapacità produttiva. Il nostro piano industriale ancora in fase di approfondimento (…) prevede che lo stabilimento di Terni riprenda l’attività produttiva dopo le feste natalizie (…) lo stabilimento di Battipaglia presenta criticità maggiori in ragione sia di problemi contingenti sia in mancanza di ordini evadibili in maniera profittevole sia strutturali”.

Queste affermazioni da parte di Jindal e Treofan “preoccupano oltremodo i lavoratori e le organizzazioni sindacali” così come non fa dormire sonni tranquilli la notizia secondo la quale “una parte del cda di Treofan si sarebbe dimesso”.

I sindacati dunque non solo “giudicano in maniera assolutamente negativa questo comportamento” per il quale “in disprezzo delle più elementari regole delle relazioni industriali, a meno di 24 ore dall’incontro, il Gruppo Jindal disdice e rinvia l’appuntamento dichiarando di non essere pronto prima della fine di gennaio 2019, lasciando per un periodo insopportabilmente lungo nell’indeterminatezza i lavoratori di Treofan. Al momento – rilevano i sindacati - non ci sono certezze sulle attività produttive, soprattutto per le prospettive dello stabilimento di Battipaglia per il quale non ci sono date calendarizzate sulla ripresa delle attività produttive”.

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Atteggiamenti che fanno sorgere “nuovi interrogativi rispetto alle motivazioni che hanno giustificato l’acquisizione del gruppo. L’irrisorio costo dell’operazione, l’indebitamento della Treofan e la sovraccapacità produttiva lasciano intendere che tutta l’operazione sia dettata dalla volontà di eliminare un concorrente scomodo; se così fosse, l’Italia rischierebbe di pagare un prezzo alto in termini di occupazione e di presenza sul mercato. E visto che durante il percorso che ha portato alla cessione, la trattativa si è svolta con la presenza di un altro attore, è lecito chiedersi se ciò avrebbe comportato una maggiore garanzia per la produzione e per la concorrenza nel nostro Paese. Per questo motivo chiediamo l’intervento deciso del Governo a tutela della capacità produttiva del Paese e di verificare che quanto accaduto con la cessione sia rispettoso delle regole della concorrenza. Vista questa drammatica situazione di grande indeterminatezza, richiediamo al Mise che si adoperi per riconvocare urgentemente la dirigenza Jindal, anche durante le imminenti festività natalizie, per avere al più presto certezze sul piano industriale con l’obiettivo del mantenimento dei siti produttivi di Battipaglia e Terni e della attuale occupazione impiegata. Inoltre – concludono i sindacati - è necessario che venga comunicata una data certa sulla ripresa delle attività dello stabilimento di Battipaglia”.

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