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Gesenu-Asm, Acea si sfila dalla trattativa ma in campo ci sono anche altri investitori

La partita per il biodigestore di Nera Montoro, anche fondi ambientali e grandi utility interessati all’impianto

La trattativa per la cessione del biodigestore di Nera Montoro è aperta, nonostante il sindaco di Narni, Francesco De Rebotti, abbia sollevato la polemica chiedendo ad Asm, e al Comune di Terni, di chiudere i “tavoli” su cui si sta giocando questa delicatissima partita.

LEGGI – Risiko rifiuti, l’intervento di De Rebotti

L’interesse per Green Asm – la società che gestisce l’impianto e che vede assieme Terni Energia e Asm – non muove soltanto Gesenu, azienda partecipata dal Comune di Perugia (45%) e dalla Socefin del Gruppo Paoletti (55%). Manifestazioni di interesse sarebbe arrivate anche fondi che investono nelle aziende attive nell’ambientale e da grandi utility. Sembra però che al momento non ci sia ancora nessuna offerta vincolante.

Così come sembra che, dopo un iniziale interessamento, la romana Acea si sia sfilata dalla partita, lasciando campo libero ad altre aziende.

Per quanto riguarda il controvalore economico della partita biodigestore, le cifre al momento oggetto di approfondimento sarebbero piuttosto lontane da quelle cui TerniToday ha fatto inizialmente riferimento, ovvero i 25 milioni che proprio Gesenu – stando ad indiscrezioni trapelate dai palazzi della politica – avrebbe offerto. Per avere un ordine di grandezza, nel 2011 il biodigestore è costato circa 12 milioni di euro.

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