Treofan, forte preoccupazione per il sito ternano. La regione propone una soluzione ai vertici aziendali

Incontro tra il sindaco Leonardo Latini, l’assessore Michele Fioroni ed i vertici aziendali e delegati di RSU. I finanziamenti dell’area di crisi complessa per rilanciare il polo chimico

foto di repertorio

Il sindaco di Terni Leonardo Latini e l’assessore regionale allo sviluppo Economico Michele Fioroni hanno visitato il sito della Treofan del polo chimico di piazzale Donegani, al quartiere Polymer. I rappresentanti istituzionali hanno incontrato dirigenti aziendali e i delegati della Rsu e l’assessore Fioroni ha messo a disposizione la Regione nel caso in cui Treofan-Jiandal presenti progetti per usufruire dei finanziamenti dell’area di crisi complessa.

Nelle ultime ore sta salendo la tensione, i lavoratori temono il ridimensionamento delle produzioni. Dal 1 gennaio i prodotti con il marchio Treofan escono con quello di Jindal, la multinazionale indiana che ha rilevato il gruppo di Carlo De Benedetti. Il sindacato territoriale di Femca Cisl, Filctem Cgil e Uiltec Uil hanno scritto al Mise, alla Regione e ai segretari nazionali del settore per presentare gli ultimi sviluppi in ordine cronologico verificatesi allo stabilimento ternano. Per le sigle umbre “Nulla è stato rispettato rispetto le slides presentate al Mise il 18 febbrario 2019 in merito alle unità lavorative, agli investimenti, ai volumi produttivi e ai mix di prodotti”.

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Come da programmi nel percorso di integrazione tra le due società: “Abbiamo assistito alla scomparsa del marchio Treofan, già annunciato nei vari incontri istituzionali dalle organizzazioni sindacali territoriali e dalle Rsu del sito, in particolare dei prodotti tecnicamente detti laccati”. Questa condizione sta al momento causando una serie di problemi al sito ternano in quanto già gli ordini non sono più gestiti direttamente da Treofan ma da Jindal e per le parti sociali si sta assistendo al trasferimento di alcune produzioni di laccato che solo poco tempo fa venivano lavorate in Umbria. Il sindacato chiede il coinvolgimento delle forze politiche ed istituzionali e di convocare un tavolo al Mise.

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