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Domenica, 28 Novembre 2021
Economia

Treofan, il progetto Novamont: “Verso un percorso di trasformazione sulla filiera della sostenibilità”. Novità Re-work per i lavoratori

L’intervento di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil a margine del tavolo da remoto riunito sulla vertenza Treofan e convocato dal Mise

Due progetti sul tavolo per la reindustrializzazione di Treofan: “Complementari e non concorrenti”. La Viceministra Alessandra Todde, al termine del tavolo convocato dal Mise, ha annunciato le principali novità emerse, nel corso della giornata di giovedì 18 novembre. A seguito del confronto, al quale hanno preso parte le rappresentanze sindacali, le sigle di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil hanno fatto il punto della situazione, aggiungendo alcuni dettagli sicuramente rilevanti. “Il liquidatore e Arca Partners hanno dichiarato di lavorare su due attuali progetti” confermando di fatto ciò che aveva anticipato Alessandra Todde. “Il primo vede l’impegno verso un percorso di trasformazione sulla filiera della sostenibilità – aggiungono – in linea con i dettami della transizione industriale ecologica”.

Come riportato dagli stessi rappresentati: “Non sono stati forniti dettagli di natura economica ed occupazionale. Tuttavia l’operazione è al vaglio di Invitalia, soggetto di finanziamento economico del Mise”. L’auspicio di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil è che: “Si inneschi il meccanismo dell’evoluzione del polo chimico ternano, verso una filiera di specializzazione nei biomateriali ovvero progetti che sono al vaglio del Ministero per la transizione ecologica. Filiera che dovrebbe fungere da volano, per attrarre ulteriori investimenti in linea con le vocazioni e le scelte strategiche territoriali”. Come aveva già affermato la Viceministra in campo è presente un altro progetto, sul quale però si mantiene uno stretto riserbo. Alla riconferma dell’area di crisi complessa, sarà possibile attingere alle risorse della Cassa integrazione in deroga, in continuità con la prestazione a sostengo del reddito in scadenza il prossimo febbraio 2022. “A tale strumento – annunciano le sigle – si va ad aggiungere, in modo complementare ed accessorio, un provvedimento denominato Re-work il quale prevede di fornire assistenza gratuita, ai lavoratori che accetteranno volontariamente. Tale procedura prevede un periodo di formazione finalizzato alla ricerca e reintroduzione nel processo produttivo, stipulato con un’agenzia di ricollocazione che l’ha l’obbligo di soluzione per il 25% degli aderenti”.

Pertanto le segreterie, dopo aver chiesto di monitorare il processo e riaggiornare il confronto rimarcano l’importanza: “Di entrare nel merito dei progetti ed avviare quindi un dialogo che possa accompagnare il percorso di reindustrializzazione previsto dagli accordi sindacali, con la società Jindal”.

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