Vertenza chimica, il futuro della Treofan è appeso a un filo

Tutte le quote della società passano a Jindal, vertice coi sindacati. Investimenti, mercato e livelli produttivi: ecco tutti gli aspetti da chiarire

Investimenti, livelli produttivi, mercato. E riflessi sull’occupazione. Sono le zone d’ombra che mettono a rischio il futuro prossimo di Treofan. A lanciare l’allarme sono le segreterie nazionali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil dopo il vertice che ha messo attorno al tavolo di Confindustria a Roma sindacati e i rinnovati vertici aziendali, dopo la totalità delle quote azionarie è passata (“ad un prezzo irrisorio rispetto al valore della società e dei suoi asset produttivi”, dicono i sindacati) dalla società finanziaria Management & Capitali alla Jindal. L'operazione ha avuto un valore di mezzo milione di euro, con una perdita per M&C management per il 2018 pari a circa 27 mioioni di euro.

Un passaggio societario “che ha creato parecchio allarme e molte incertezze in tutti gli stabilimenti produttivi, che oggi sono rappresentati dall’impianto di Terni e dall’impianto di Battipaglia, soprattutto sui piani produttivi e sui tempi e durata delle fermate e le previste ripartenze in particolare per lo stabilimento di Battipaglia. Treofan – spiegano i sindacati - aveva anche annunciato un piano di investimenti, dove veniva previsto per lo stabilimento di Terni un nuovo metallizzatore mentre per lo stabilimento di Battipaglia una nuova laccatriche, investimento già approvato in un protocollo firmato al Mise con la Regione Campania, che ha ottenuto finanziamenti importanti e che ha già terminato la fase di progettazione ed era in attesa solo della realizzazione”.

La nuova società ha le potenzialità per assumere un ruolo leader nel mercato della chimica (Jindal più Treofan hanno potenzialmente in mano il 50% del settore) seppure sarà necessaria una fase di razionalizzazione delle produzioni a fronte di una sostanziale sovracapacità rispetto alle attuali richieste di mercato. “Inoltre – rilevano i sindacati - stante la situazione di incertezza sugli ordini 2019 dove non c’è una definitiva visione e copertura degli attuali livelli produttivi, non è possibile fare previsioni e di conseguenza tutti gli investimenti e le programmazioni sono interrotte in attesa di un quadro più chiaro”.

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Per questo le segreterie nazionali definiscono l’incontro “assolutamente deludente” registrando un sostanziale “immobilismo dei vertici Treofan che in attesa di direttive precise mettono in particolare difficoltà soprattutto gli stabilimenti produttivi italiani. Per questo motivo abbiamo già inviato una richiesta di incontro urgente al Mise, coinvolgendo anche le Regioni Campania e Umbria e tutte le istituzioni locali, al quale sarà necessaria la presenza dei vertici Jindal attraverso i responsabili di Jindal Films Europe. Riteniamo assolutamente necessaria la presentazione di un piano industriale che definisca con chiarezza le intenzioni aziendali sul futuro produttivo e occupazionale dei siti italiani, in attesa del quale è indispensabile che tutto rimanga consolidato alla situazione attuale senza pregiudicare con soluzioni non condivise alcuna decisone sugli assetti dei nostri stabilimenti. In difesa di questo principio e in attesa del tavolo al Mise iniziamo un percorso di assemblee informative e dichiariamo lo stato di agitazione con un primo pacchetto di iniziative sindacali che verranno articolate a livello locale in base alle esigenze e agli sviluppi che si riscontreranno nei prossimi giorni”.  

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