Sabato, 25 Settembre 2021
Economia

Treofan, il Mise non spegne i riflettori: dobbiamo continuare a seguire questa crisi

L’attenzione dopo la lettera di Cardinali (Filctem): dodici mesi passano in fretta e i lavoratori non possono aspettare, aprire subito il tavolo sulla reindustrializzazione

“Abbiamo parlato del lavoro fatto sulle crisi industriali al ministero dello sviluppo economico, portando il numero dei tavoli da 150 a 99, e abbiamo chiaramente discusso di alcune crisi aperte che dovranno assolutamente continuare a essere seguite e monitorate come Treofan a Terni”. Le parole di Alessandra Todde, viceministra allo sviluppo economico, confermano il fatto che il Governo non ha spento i riflettori sulla vertenza Treofan, soprattutto ora che, dopo l’accordo tra azienda e sindacati, si dovrà percorrere il lungo e tortuoso cammino della reindustrializzazione del sito produttivo ternano.

Le parole della viceministra arrivano dopo la lettera inviata sabato scorso da Sergio Cardinali, segretario provinciale di Filctem Cgil. Messaggio con il quale si chiede – appunto – al Mise ma anche a Regine Umbria e Comune di Terni di “aprire subito il tavolo per la reindustrializzazione della Treofan. È necessario aprire anche una discussione tra sindaci, rappresentanza sociale, imprese e Università sul rilancio di una industria sostenibile nella provincia di Terni” sollecita Cardinali, che rilancia ancora: “Avanti tutta 12 mesi passano in fretta ed i lavoratori non possono aspettare”.

Sul tappeto c’è dunque anche quella che il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Thomas De Luca, ha definito “una grande partita intorno ai 70 miliardi di euro del Recovery Plan destinati alla transizione ecologica. Senza dimenticare i fondi regionali 2021-2027 e le risorse dell’area di crisi complessa. Sarebbe assurdo - è l’analisi di De Luca - non compiere uno sforzo collettivo per potenziare il comparto della chimica verde, in un sito, quello ternano, dove già operano player importanti come la Novamont”.

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