Presidio Treofan a Terni, l’appello alle istituzioni ternane e Governo: “A rischio non solo 140 famiglie. Sito integrato da difendere”

Scendono in campo i dipendenti con le sigle sindacali Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil: “La crisi non è dovuta al mercato, nessuna attenuante"

Treofan Terni

Lo avevano annunciato ieri, a seguito di una discussione web che aveva coinvolto i dipendenti di Treofan. Stamattina si è infatti svolto un presidio di protesta dopo che, come hanno sottolineato le sigle sindacali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, gli stessi lavoratori: “Vedono negarsi sistematicamente incontri promessi e risposte chiare per il futuro, come stabilito nell’ultimo incontro presso il Mise, durante il quale si era concordato un incontro tecnico in azienda e la presentazione per iscritto di un piano industriale per lo sviluppo dello stabilimento di Terni”.

Le testimonianze ed il presidio

Una preoccupazione palpabile, come affermato da Massimo Serantoni, Davide Lulli e Fabio Boncio di Rsu Treofan Terni, nel corso dell'iniziativa: “Siamo scesi in campo stamattina perché abbiamo l’esigenza di fissare un incontro con i vertici, proprio perché il nostro stabilimento sta attraversando ad un periodo nero" dichiara il primo citato di Femca Cisl. "Non è dovuto al mercato, facciamo packaging per l'alimentari ed il settore non è in crisi. Nessuna attenuante, nonostante il momento drammatico. Una questione meramente tecnica ed organizzativa”.

A tal proposito Davide Lulli - Filctem Cgil – sottolinea: “È un anno e mezzo che la vertenza è al ministero. Non abbiamo ricevuto alcuna risposta seria. In un mercato pieno di ordini le linee a valore aggiunto sono ferme. C’è una forte preoccupazione perché quando calerà il mercato pagheremo le conseguenze. La realtà dei fatti è diversa poiché lo stabilimento di Terni è tra i migliori. Necessaria una collaborazione tra le forze politiche locali di maggioranza e opposizione, oltre una risposta dal Governo il quale detiene le armi per difendere il sito produttivo”.

Infine Fabio Boncio di Uiltec Uil aggiunge: “Protestiamo per la prima volta contro questa proprietà, non sarà l’ultima in attesa di risposte concrete. Si stanno portando via tutte le produzioni di marchio Treofan, in altri stabilimenti del gruppo Jindal, in tutta Europa. Alle istituzioni ternane diciamo che, essendo un sito integrato, non ci siamo solo noi con le 140 famiglie interessate ma altre fabbriche, le quali vivono nello stesso sito. Sarebbe un problema di tutte le aziende del polo chimico".

I consiglieri comunali della minoranza: “A difesa di uno stabilimento fondamentale”

“Siamo al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori della Treofan e con loro a difesa di uno stabilimento fondamentale per il futuro e la tenuta del polo chimico ternano. Il mantenimento degli assets degli stabilimenti chimici del polo di Terni è importante per la tenuta e la vocazione industriale del polo stesso." dichiarano i consiglieri comunali di Senso Civico, Partito Democratico, Terni Immagina e Movimento 5 Stelle.

“Riteniamo inaccettabile - proseguono - l'indifferenza delle istituzioni locali ed il loro giocare al rimpallo, soltanto per ragioni di carattere politico. L'amministrazione politica della città non può assistere in modo indifferente come se non fosse cosa sua. Chiediamo al sindaco di intervenire ed attivarsi. Il suo silenzio e la sua assenza su questo fronte sono pesanti e più sconcertanti del solito”.

“Chiediamo a tutti di attivarsi, ad ogni livello, facendo sentire la voce della città e svolgendo quel ruolo di mediazione con la proprietà, supportando lavoratori e sindacati. Questa è l'unica via da seguire”.

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