Treofan Terni, verso la resa dei conti. Intervento deciso del Governo: “Confronto impossibile quanto inadeguato”

In vista della convocazione al Ministero dello sviluppo economico la sottosegretaria Alessandra Todde ha avuto una call di allineamento con le organizzazioni sindacali nazionali

foto di repertorio

A tre giorni dalla convocazione al Mise, la sottosegretaria Alessandra Todde si è interfacciata con le organizzazioni sindacali nazionali, sulla vertenza Treofan. Le segreterie provinciali di Filctem Cigl, Femca Cisl e Uiltec Uil, in attesa dell’incontro, hanno già annunciato di prorogare lo stato di agitazione allungandolo fino alla mezzanotte di venerdì 7 agosto. Nel contempo sono emerse ulteriori novità su una vicenda che sta interessando circa 150 dipendenti del polo chimico, di piazzale Donegani.

L’incontro nei dettagli

Secondo quanto riferiscono le fonti sindacali la sottosegretaria Todde ha sottolineato come ci sia assoluta inadeguatezza del confronto, oltre che l’assenza di qualunque ruolo di responsabilità sociale d’impresa da parte del competitor indiano. Quest’ultimo ha il solo scopo di sbarazzarsi di un concorrente scomodo, chiudendo i suoi due stabilimenti italiani, cancellandone dal mercato i prodotti e sostituendoli con altrettanti a marchio Jindal. Considerata l’esperienza già vissuta con la vertenza che ha coinvolto Battipaglia nei mesi scorsi, le è chiara l'impossibilità a perseguire un confronto con i soggetti finora presenti ai tavoli e sulla effettiva necessità di tentare ancora di coinvolgere la proprietà nella vicenda. Infine la sottosegretaria si è impegnata nel mettere in campo una posizione dell’esecutivo, nel prossimo confronto.

I sindacati, tra le altre cose, hanno ribadito: “Come sia necessario rivedere e ridiscutere il sistema di aiuti pubblici di cui in questi anni Jindal ha beneficiato e che le ha permesso di sviluppare un piano industriale che sta penalizzando gli stabilimenti Treofan, con la già avvenuta chiusura di Battipaglia e il ridimensionamento e la messa in discussione del futuro produttivo di Terni. Inoltre proposto uno scambio di equivalente quantità tra i prodotti finiti ed ordini e materie prime, per permettere la ripresa produttiva durante il mese di agosto, in attesa di riprendere a settembre la trattativa per liberare lo stabilimento ternano da questo triste e immeritato destino, fuori dalle speculazioni di mercato perpetrate da Jindal”. Tra tre giorni il prossimo appuntamento in vista di una resa dei conti che, come affermano le organizzazioni sindacali: “Restituisca allo stabilimento ai lavoratori ed alla comunità tutta, il dignitoso futuro che meritano”.

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