Ast in vendita, Marcegaglia esce allo scoperto: abbiamo un progetto industriale, lunedì saremo a Terni

Il numero uno del gruppo industriale mantovano: pronti a incontrare le istituzioni per farci conoscere. Ma in campo c’è anche Arvedi: dipendenti, volume d’affari e interessi di chi è pronto a prendersi le Acciaierie

Il matrimonio tra Acciai speciali Terni e il gruppo Marcegaglia potrebbe essere più vicino di quanto non sembri. Nel corso di un webinair organizzato dal portale specializzato Siderweb, il numero uno del gruppo industriale mantovano ha infatti confermato l’interesse per Ast, aggiungendo un dettaglio che potrebbe essere piuttosto significativo. Ossia che già la prossima settimana, da lunedì, il management di Marcegaglia sarà a Terni per incontrare le istituzioni e “farsi conoscere”.

"Abbiamo un progetto industriale e commerciale, teso ad avere un valore europeo ed extra europeo. L’interesse per Ast c’è, c’era già lo scorso anno e anche prima”, ha detto Antonio Marcegaglia, aggiungendo di attendere un “feedback da Ast” e soprattutto i dettagli dell’operazione che porterà le chiavi di viale Brin in qualche altro capitale dell’acciaio. Italiana, ma forse anche europea o internazionale.

La scelta “italiana” è stata caldeggiata la scorsa settimana dal ministro dello sviluppo Stefano Patuanelli, ma non è escluso che la grande fabbrica sia nelle mire di gruppi industriali extraeuropei.

Certo è che i competitor italiani in campo sono colossi d’acciaio di sicuro rilievo. Marcegaglia è leader mondiale nella trasformazione dell’acciaio con un fatturato di 5,5 miliardi di euro, opera in tutto il mondo con 6.600 dipendenti, 60 unità commerciali e 28 stabilimenti e 6,2 milioni di tonnellate lavorate ogni anno (per quest’anno, Ast – 2.300 dipendenti diretti e circa 1.600 nell’indotto – non arriverà al milione di tonnellate) servendo oltre 15.000 clienti.

Sullo scacchiere della geopolitica dell’acciaio si muove però anche il Gruppo Arvedi: con sede principale a Cremona, volumi di oltre 4,3 milioni di tonnellate e un fatturato consolidato nel 2018 di circa 3,1 miliardi di euro, dà lavoro a circa 3.600 persone, di cui oltre 2.400 in territorio cremonese.

La partita per Ast vale circa un miliardo di euro, ma vanno definiti ancora tutti gli aspetti essenziali dell’operazione. Se, ad esempio, il passaggio di consegne sarà una vendita in blocco o se, al contrario, si procederà con una partnership finanziaria. O se, ancora, chi alla fine l’avrà spuntata, sarà un “attore del manifatturiero”, così come auspicato dalle organizzazioni sindacali, oppure Ast sarà soltanto una delle attività di un investitore. Cosa che invece spaventa i rappresentanti delle tute blu.  E forse, non solo loro.

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