Ast, le ombre sulla vendita: produzione a singhiozzo, tremano 150 lavoratori

Allarme di Venturi (Fiom): Burelli afferma che non ci saranno le condizioni per confermare i contratti di lavoro degli interinali attualmente impiegati nel sito di Terni. La governatrice Tesei: attenzione sulle scelte della multinazionale

C’è una urgenza che richiede massima allerta ancora prima di tutte le procedure che porteranno alla vendita di Acciai speciali Terni.

“La motivazione di ThyssenKrupp secondo cui Ast rappresenta un sito di cui non si vedono prospettive future sostenibili non può che destare preoccupazione ed incertezza tra i lavoratori di Terni. Ad un andamento finanziario nell’anno fiscale che fa registrare una perdita di circa 2 milioni di euro, dopo due anni di utili – commenta Gianni Venturi, segretario nazionale Fiom Cgil e responsabile siderurgia a margine dell’incontro che si è tenuto stamattina al Mise - si sovrappongono le ricadute dell’emergenza legata alla pandemia da Covid19: la linea di colata continua è ferma da 15 giorni, l’organizzazione della produzione nel tubificio passa da 15 a 10 turni e l’amministratore delegato afferma che non ci saranno le condizioni per confermare i contratti di lavoro degli interinali attualmente impiegati nel sito di Terni”.

Ad oggi Ast impiega 2.350 lavoratori diretti, circa 1.500 legati all’indotto e 150 “somministrati”, ossia gli interinali il cui futuro potrebbe essere a rischio se i livelli produttivi non dovessero avere un cambio di tendenza rispetto alla situazione attuale.

Una delle tante ombre che si addensano sul futuro prossimo di viale Brin e che disegnano un orizzonte complicato verso il traguardo della vendita.

“Manterremo massima attenzione al percorso che la multinazionale tedesca ThyssenKrupp sta intraprendendo per quel che riguarda il futuro dell’Ast di Terni. Una realtà fondamentale per la nostra regione e per tutto il Paese. Da parte nostra abbiamo già confermato l'impegno economico preso in passato dalla stessa Regione. Ora è necessario vigilare sulle prossime scelte della proprietà che ha espresso l’intenzione di cedere o comunque di trovare un nuovo partner per il sito ternano”. È quanto affermato dalla presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, che ha partecipato, insieme all’assessore Michele Fioroni, all’incontro organizzato dal ministero dello sviluppo economico alla presenza delle istituzioni locali, sindacati e management di Ast.

“Riteniamo fondamentale – ha sottolineato Tesei - che Ast sia considerata come sito industriale strategico nazionale. Insieme al Governo siamo pronti, come detto, a vigilare ed a partecipare attivamente al processo che porterà alla cessione dell’azienda o comunque all'arrivo di un nuovo socio. Un processo che potrebbe non essere temporalmente rapido ed è proprio per questo che è necessario che il periodo di transizione sia gestito al meglio, andando a garantire i livelli produttivi ed occupazionali. I nuovi soci dovranno essere in grado di presentare un piano industriale valido e sostenibile sotto un punto di vista produttivo, occupazionale, finanziario e ambientale. Un piano quindi che rafforzi – ha concluso Tesei - le prospettive industriali di un ciclo integrato, che va dalla fusione sino alla commercializzazione”.

“La scelta di ThyssenKrupp di considerare non più strategica la produzione dell’acciaio – analizza ancora Venturi - mette in discussione non solo le prospettive di Acciai speciali Terni, ma si configura come una decisione in netta discontinuità con la storia della multinazionale. Siamo infatti di fronte ad una scelta che smonta l’idea stessa di grande gruppo siderurgico, e che avviene dopo la mancata fusione con Tata Steel nel 2017 e dopo la vendita della divisione Elevator per 17 miliardi di euro nel 2019”.

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“È evidente tutta la criticità della fase in cui Ast viene collocata sul mercato alla ricerca di un compratore o di una possibile joint venture. Ora si è in attesa delle manifestazioni formali di interesse. Non ci sono per noi pregiudiziali, la differenza la farà il piano industriale, la solidità produttiva e commerciale, gli impegni ed i vincoli sul versante occupazionale e della sostenibilità ambientale e la capacità di stare su un mercato sempre più globale. In questo senso per noi non è praticabile una qualsiasi ipotesi che invece di puntare sull’integrità del sito e su una valorizzazione strategica delle sue produzioni, ricerchi una modalità di cessione separata degli asset, configurando una sorta di ‘spezzatino’. Occorre garantire che il Governo tenga saldamente in mano un percorso nel quale la vicenda della cessione di Ast pur rispondendo alle regole e ai tempi di una trattativa tra privati con le regole e i tempi assegnati, consenta di valutarne tutte le ricadute industriali ed occupazionali. In questo senso la Sottosegretaria Morani, a conclusione dell’incontro di oggi convocato dal Mise, riaffermando i caratteri strategici e gli obiettivi di salvaguardia del sito di Terni, ha assunto l’impegno di convocare un tavolo di settore che possa contribuire alla definizione di una piano nazionale per la siderurgia in una stretta relazione con i principali produttori e le parte sociali”.

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