Sprofondo Treofan, il liquidatore conferma: licenziamento per tutti i dipendenti del polo chimico

Verso l’apertura delle procedure di mobilità per 150 lavoratori, i sindacati scendono in trincea: ricominciano le proteste. Valente (Ugl Chimici): ci sono 75 giorni per dare un’alternativa al sito industriale finito nelle mani di spregiudicati imprenditori stranieri

Treofan sull’orlo del precipizio. Nell’incontro con le organizzazioni sindacali, il liquidatore incaricato dal Gruppo Jindal, ha infatti confermato l’imminente apertura delle procedure di mobilità per tutti i lavoratori del polo chimico. Sono insomma pronte le lettere di licenziamento per i 150 dipendenti del sito produttivo ternano.

La proprietà indiana del Gruppo Jindal, dopo aver chiuso Battipaglia, ha dunque confermato l’avvio delle operazioni per smantellare anche il sito ternano. “Un atteggiamento inqualificabile quello del gruppo Jindal – sottolinea il componente della segretaria nazionale dell’Ugl Chimici, Enzo Valente – contro il quale siamo pronti a dare battaglia. Il liquidatore ha confermato l’imminente apertura della procedura di mobilità, il licenziamento dell’organico dipendente, presentandosi nel peggiore dei modi, senza tenere minimamente in considerazione gli inviti fatti nelle ore precedenti da parte del Governo. Un atteggiamento arrogante e presuntuoso in linea con quello della proprietà della Treofan che, dopo aver incassato i fondi italiani, chiude gli stabilimenti delocalizzando la produzione. Nessuna preoccupazione nei confronti del futuro dei lavoratori è stata mostrata così come la non curanza verso le istituzioni italiane dal Governo, alla Regione Umbria fino al Comune di Terni, alle quali chiediamo di fare squadra e stringersi attorno alla vertenza”.

“Ci sono 75 giorni per trovare una soluzione industriale che possa dare continuità produttiva ad uno dei siti industriali storici della chimica europea finito, purtroppo, nelle mani di spregiudicati imprenditori stranieri. Come organizzazione sindacale – sottolinea Valente - chiediamo al liquidatore di convincere la proprietà ad agevolare un percorso di continuità produttiva. Se così non fosse, pretendiamo che Jindal copra costi di bonifica dell’area pagando a caro prezzo la scelta scellerata”. 

Intanto, le organizzazioni sindacali confermano il pacchetto di proteste che ricominciano con il presidio in programma questa mattina, 19 novembre, presso la portineria centrale del polo chimico in piazzale Donegani.

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