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Elezioni regionali, appello dei “prolife” ai candidati presidente: ecco il nostro manifesto valoriale

Tutela della famiglia naturale e della vita, dal concepimento alla morte. No all’utero in affitto e priorità educativa del padre e della madre: il documento

“Il candidato a presidente, con la sua firma si farà garante, nei confronti delle associazioni proponenti e degli elettori, dell’esistenza di un accordo netto e condiviso, all’interno della sua coalizione, nel perseguire le politiche indicate, le quali saranno integrate nel programma di governo”.

Sette le associazioni “prolife” (Family Day - Difendiamo i nostri figli; Associazione nazionale famiglie numerose; Movimento per la vita sedi di Terni, Città di Castello e Spoleto; ProVita & Famiglia; Steadfast onlus; CitizenGO e Alleanza cattolica) che hanno elaborato il “Manifesto valoriale per le elezioni del consiglio regionale dell’Umbria” e sottoposto il documento ai candidati presidente in vista delle prossime elezioni regionali.

Il testo viene definito come “un documento lungamente meditato e valutato, frutto della mediazione tra le varie sensibilità delle tante associazioni” che lo hanno sottoscritto.

Nel testo si parla di sostegno alla “famiglia naturale fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna attraverso la valorizzazione culturale e sociale della famiglia naturale, la riqualificazione degli spazi urbani per realizzare una città a misura di famiglia e di bambino e il contrasto al disagio famigliare”.

Sul tema della tutela della vita, il testo ribadisce il sostegno della Regione alla vita, “dal concepimento fino alla morte naturale, riconoscendo il valore sociale della vita nascente sul piano politico e culturale e garantendo la tutela anche alle altre fasce deboli della famiglia come disabili e anziani” ed esprimendo “con ogni possibile azione di sua pertinenza, il fermo contrasto all’incivile e barbara pratica dell’utero in affitto”.

Gli ultimi punti sono poi dedicati alla priorità educativa del padre e della madre nell’educazione dei figli e si invita la Regione “ad opporsi ad ogni imposizione e ingerenza nella formazione dei giovani sui temi sensibili di esclusiva pertinenza della famiglia, provvedendo alla abrogazione di leggi regionali orientate in tal senso e rendendo accessibile alle famiglie, indipendentemente dal loro reddito, il diritto di far frequentare ai propri figli scuole pubbliche sia statali che paritarie”.

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