Elezioni regionali, per il centrodestra è il giorno del giudizio: si sceglie il candidato presidente

A Roma probabile incontro fra Matteo Salvini e la senatrice Donatella Tesei per il via libera al ticket con Marco Squarta. Le alternative nella Lega e il “no” di Forza Italia. Incognita “Cambiamo”

Donatella Tesei e Matteo Salvini

La partita che porterà il centrodestra a individuare il candidato presidente per le Regionali di ottobre si gioca lungo l’asse Perugia-Roma. Perché le scelte del territorio sono direttamente collegate agli sviluppo della crisi di governo che oggi, con le dichiarazioni del premier Giuseppe Conte in Senato, dovrebbe entrare nella sua fase più cruciale.

E proprio oggi, nella Capitale, si dovrebbe tenere il faccia a faccia tra Matteo Salvini e la senatrice Donatella Tesei. Un incontro che, nelle previsioni, dovrebbe dare il via libera alla candidatura dell’ex sindaco di Montefalco e alla costituzione del ticket con Marco Squarta, esponente dei Fratelli d’Italia.

Le incognite, però, non mancano. Anzitutto, la crisi politica nazionale. Che potrebbe scompaginare i piani della Lega, almeno in Umbria, e portare ad indicare la presidente della commissione difesa della Camera come papabile per un posto in prima fila su Roma. Posizione questa che risulterebbe di difficile gestione con la contemporanea presidenza della Regione e che dunque costringerebbe il Carroccio ad un’altra scelta. In questo caso, il nome da giocare potrebbe essere quello di Virginio Caparvi, parlamentare e segretario regionale del partito, che già in tempi non sospetti era stato indicato come possibile candidato alternativo a Tesei. Il ventaglio di opzioni potrebbe completarsi con un altro candidato. Il nome non è di pubblico dominio, ma l’identikit sì: imprenditore, lontano dalla politica. Un volto nuovo, dunque, che potrebbe aiutare a risolvere più di un grattacapo.

Anzitutto, i mal di pancia di Forza Italia che, come riporta l’Ansa, sarebbe contraria a un ticket Lega-FdI. Secondo gli azzurri, una candidatura espressa dalla Lega per la guida dell’Umbria, con un vice di Fratelli d’Italia, sposterebbe “troppo a destra” la coalizione. Finendo per “non intercettare” i voti del centro, avvantaggiando indirettamente l’eventuale candidatura del centrosinistra che con Andrea Fora, attuale presidente di Confcooperative Umbria, potrebbe invece pescare – e molto bene - in quell’area.

Forza Italia intende dunque giocare un ruolo importante in questa fase decisiva, sedendo al tavolo delle trattative e cercando di incassare posizioni buone in caso di vittoria. L’impressione è anche che gli azzurri siano intenzionati ad invertire la rotta dei sondaggi che oggi li vedono galleggiare attorno ad uno stanco 6%. Forse anche per questo l’idea è quella di schierare candidati di peso, scommettendo sul “partito dei sindaci”: da Nicola Alemanno di Norcia fino ad Antonino Ruggiano di Todi, passando per il primo cittadino di Amelia, Laura Pernazza, o il vice di Foligno Riccardo Meloni. Mettendo sul piatto, chissà, anche un possibile “baratto” fra Regione e municipi, visto che i sindaci che dovessero venire in eletti a Palazzo Cesaroni – o addirittura finire in giunta – sarebbero costretti a dimettersi, aprendo alla possibilità di elezioni anticipate già nel maggio 2020.

Un conto strettissimo, visto che i posti a disposizione sono comunque pochi: tredici. E potrebbero non bastare per tutti, soprattutto se della partita dovessero entrare a far parte eventuali “civici” così come i “ribelli” di Forza Italia confluiti nel “Cambiamo” di Giovanni Toti.  

“Mentre ancora non sappiamo cosa succederà in Italia, abbiamo una certezza: alla fine del mese di ottobre si voterà in Umbria e per la prima volta i cittadini avranno modo di voltare pagina, affidando a una nuova politica e a una nuova classe dirigente la guida di una regione che tanto ha sofferto sotto il governo del Pd. Nel mio recente incontro con il segretario della Lega, Matteo Salvini, ho garantito che la lista di Cambiamo ci sarà e sarà al fianco del candidato che verrà scelto dalle forze politiche del territorio”. Lo scrive in una nota Giovanni Toti. “In tale senso abbiamo già chiesto agli amici del territorio, a partire da Pietro Laffranco, di muoversi in tal senso. Mai si è parlato di veti alla nostra presenza che vuole essere di sostegno alla voglia di cambiamento dei cittadini umbri”.

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