Sabato, 24 Luglio 2021
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Le ossessioni di un attore tra misticismo e arte: ecco il romanzo “Chimere nostre”

Il testo dell’autrice Isabella Caracciolo verrà presentato venerdì nella rassegna “Storie di donne ribelli” al chiostro di San Francesco di Amelia

Un attore di teatro ossessionato dalla figura di Torquato Tasso, fino al punto da identificarsi in lui in modo sempre più radicale e doloroso. E’ il tema di fondo del romanzo “Chimere nostre” (dei Merangoli editrice), dell’autrice Isabella Caracciolo. Un testo che sarà presentato venerdì 9 luglio alle 18 all’interno delle iniziative della rassegna “Storie di Donne ribelli”, uno degli appuntamenti della decima edizione dell’Arena Cinematografica organizzata dall’associazione “Oltre il Visibile” al Chiostro di San Francesco di Amelia.

Il romanzo, fra teatro e psichiatria, ripercorre il viaggio nella psiche e nell’animo di Filippo, attore che vive una vera e propria ossessione per Torquato Tasso. A dialogare con l’autrice sarà, non a caso, la psicologa e psicoterapeuta Maria Teresa Di Lernia. Le letture di alcuni passi salienti del romanzo saranno affidate ad Antonella Quadraccia. Coordinerà l’incontro Lara Maroni, operatrice culturale e comunicatrice. Alternando capitoli in prima persona, che scandagliano la vita dell’io narrante, a capitoli in cui la vita di Torquato viene “messa in scena” come un dramma teatrale, Filippo riflettere su se stesso e sulle ingannevoli chimere partorite dal disturbo bipolare che, per paradosso, ottenebra la mente anche per mezzo di una luce abbagliante e le cui vie si confondono, non di rado, con quelle del misticismo e dell’arte.

Isabella Caracciolo nasce nel 1963 a Pisa e nel 1970 si trasferisce a Roma, dove si laurea in Letteratura Italiana con una tesi su Tommaso Landolfi, scrittore, traduttore e glottoteta. Su Landolfi pubblica due saggi, il primo nella raccolta “La liquida vertigine” (2001), il secondo sulla rivista “Paragone” (agosto-dicembre 2007). Dal 2011 vive e lavora in Francia e nel 2013 pubblica la novella Ritratto a dispetto. "Chimere nostre" è  il primo romanzo della Caracciolo: primo lavoro denso di una costruzione narrativa complessa e fluido di una scrittura ricca di colori che sa entrare nella parola e farne strumento potente del racconto di anime e di persone. Con l’ampia introduzione di Filippo La Porta e la postfazione di  Mario Del Villano, psicoterapeuta e psichiatra, Chimere Nostre ripercorre il viaggio nel profondo di Filippo, attore di teatro ossessionato dalla figura del Tasso al punto da identificarsene in modo sempre più radicale e doloroso. Il romanzo alterna così ai capitoli in prima persona che scandagliano la vita del protagonista, capitoli di un fantomatico dramma sulla vita del Torquato.

Dopo anni di studio “matto e disperatissimo”, Isabella Caracciolo ha in effetti ricostruito attraverso le lettere e le opere di Tasso stesso una sorta di racconto nel racconto: ne esce un dramma teatrale che ripercorre la vita di Torquato incastonato dentro un romanzo introspettivo che apre le porte ad una meditazione sulla vita e sulla morte. Ma soprattutto che apre una profonda riflessione emotiva sui confini fra normalità e follia, fra equilibrio, identità e malattia mentale.

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