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Baravai, il bilancio dell’edizione 2022: “Oltre 70 mila presenze, un successo anche per il turismo”

Conclusa la stagione che ha riportato in città spettacoli musicali e culturali: “Valorizzato al massimo le bellezze del territorio, a cominciare dall’Anfiteatro”

Si è chiusa con successo la stagione di Baravai 2022 - Anfiteatro Romano di Terni  che, in sole tre edizioni, nonostante sia nata durante il periodo pandemico, si è fatta notare tra le rassegne e i festival italiani. Con oltre 70.000 presenze, da giugno a settembre - di cui 15.000 nei soli giorni della rassegna Baravai 2022 - tra tutti gli eventi AFA (Aperitivi Freschissimi Anfiteatro) o organizzati tra il Giardino del Baravai e l’Anfiteatro, grazie anche alla collaborazione di tante realtà del territorio, sono numerosi gli spettatori che da fuori regione e dal resto della penisola hanno raggiunto Terni proprio per gli eventi proposti da Baravai. Molte persone che, con l’occasione, hanno visitato una location d’eccellenza come l’Anfiteatro Romano, il centro della città, o la vicinissima Cascata delle Marmore. 

Evidente come ogni anno la proposta del festival sia cresciuta con sempre maggiore attenzione per il panorama internazionale più ricercato – la sezione Degustazioni Musicali ha ospitato artisti di rilievo come Agnes Obel, Timber Timbre, Lori Goldston – senza tralasciare gli italiani, come Cosmo o Ditonellapiaga, per Baravai Music, sezione che ha saputo anche individuare nuovi nomi tra i più innovativi e apprezzati della giovane scena italiana (tra cui Colla Zio, ThruCollected, Whitemary). E non è andata diversamente per la sezione Baravai Comedy che, accanto a volti più noti come Drusilla Foer o Michela Giraud, ha proposto anche Fabio Celenza, amatissimo doppiatore comico del web, o le Eterobasiche, vero e proprio fenomeno social.

Oltre alla programmazione sul palco principale, il Giardino del Baravai ha ospitato per tutta l’estate, da giugno a settembre, circa 56 concerti ed eventi, con artisti nazionali e internazionali ad ingresso gratuito: una decisione, quella dell’accesso senza biglietto, fortemente voluta per far vivere lo spazio anche nei giorni non propriamente legati alla programmazione del main stage, ad un pubblico che si è fidelizzato e consolidato nel tempo dimostrando fiducia e gradimento nei confronti delle proposte del festival. Una scelta che ha permesso, in particolare nei quattro giorni consecutivi di Baravai Music - con ingresso gratuito anche per due dei nomi principali sul main stage come Ditonellapiaga e Popx - di avere uno spazio vissuto dal pomeriggio alla notte per più giorni di seguito, restituendo una vera esperienza collettiva di festival che va oltre la sola fruizione degli spettacoli.

“Baravai - spiegano gli organizzatori - nasce dalla volontà di recuperare una location meravigliosa come l’Anfiteatro romano di Terni, rimasta a lungo in abbandono, per farla rivivere e tornare a essere uno spazio di socialità in un territorio in cui da tempo gli eventi erano troppo discontinui per poter creare una reale consapevolezza dell’importanza della cultura come aggregatore sociale. Siamo felici che Baravai si stia configurando sempre di più non solo come uno luogo di ritrovo della città, ma che sempre di più ci sia fiducia nelle nostre proposte artistiche”. 

“Un progetto fortemente voluto e portato avanti con passione dalla Cooperativa Le Macchine Celibi Soc. Coop che, in collaborazione con Degustazioni Musicali e Letz, ha iniziato a lavorarci nel periodo pandemico. Il paradosso -  spiega il direttore artistico Andrea Leonardi – è che le problematiche, soprattutto nella fase iniziale, non sono state legate tanto alle limitazioni per Covid-19, quanto allo stato di abbandono in cui si trovava il luogo. Se questi problemi sono stati risolti grazie all’opera della cooperativa bolognese Le Macchine Celibi e alla collaborazione con alcune realtà locali, il posizionamento della rassegna è il risultato di un lavoro sinergico e di scelte artistiche condivise con Letz, ormai una delle colonne portanti del festival. Senza dimenticare il sostegno di Fondazione Carit Cassa di Risparmio di Terni e Narni, il main sponsor Ag Generali Terni Corso del Popolo, il festival supporter Euromedia, il Comune di Terni per il patrocinio e i nostri partner di produzione ovvero Degustazioni Musicali, Letz, Fat Art Club, CAOS - Centro Arti Opificio SIRI, Associazioni Suoni in Chiostro”. 

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