Eventi a Terni, Cantamaggio out causa Coronavirus. La proposta: “Addobbare a festa finestre, terrazze e balconi"

L’associazione Terni Città Futura lancia un appello per la sera del 30 aprile: “Invitiamo la cittadinanza ad addobbare i propri terrazzi, balconi e finestre con i fiori e le luci della festa”

foto di repertorio

Il 30 aprile di ogni anno, salvo condizioni atmosferiche avverse, si celebra a Terni uno dei momenti più attesi. La tradizione del Cantamaggio attrae sulle strade del centro migliaia di concittadini. Musica, folklore, storia, cultura, arte, creatività ed un pizzico di sana ‘ternitudine’ abbracciano virtualmente un’intera comunità la quale, purtroppo, non potrà ritrovarsi a vivere questo momento di sana aggregazione. Come è noto infatti il Coronavirus ha provocato effetti devastanti anche dal punto di vista degli eventi, cancellando tutti quelli a stretto giro. L’associazione Terni Città Futura lancia un’interessante proposta - che si computa a quella di ieri firmata Confcommercio – per mantenere viva questa tradizione che accomuna un’intera città.

“Invitiamo la cittadinanza ad addobbare i propri terrazzi, balconi e finestre con i fiori e le luci della festa per la magica sera del 30 aprile. L’attuale situazione di emergenza sanitaria ha portato ad enormi cambiamenti nelle nostre città, dovendo restare distanti ed in casa abbiamo dovuto rinunciare a molti momenti di comunità. Per questo – afferma l’associazione - con l’avvicinarsi di quella che è la festa cittadina più antica e partecipata il Cantamaggio come molti di voi vorremmo che questa tradizione non si interrompesse del tutto, che possa essere ancora una volta segnale di speranza e di rinascita.

La primavera ed il Cantamaggio

“Il Cantamaggio infatti celebra la primavera, il risveglio della vita, l’esplosione dei colori e dei profumi della natura cose di cui in questo momento abbiamo un grande bisogno per poter tornare a rinascere ancora come ogni bella stagione. Non potendo ovviamente immaginare la possibilità della sfilata dei carri allegorici, sarebbe auspicabile di dare comunque l’aria della festa, addobbando magari i nostri balconi con fiori e luci, immaginando che tra le case e le vie si possano diffondere le canzoni ed i suoni dei maggiaioli, ritornando alla tradizione più antica – concludono - quando si girava di casa in casa per cantare il maggio e portare il lieto annuncio della Primavera”.

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