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Festa del Preziosissimo Sangue di Gesù: “Abbiamo bisogno di segni e testimonianza”

Cinque giorni di eventi liturgici, incontri con i giovani e approfondimenti organizzati dalla Diocesi: in ricordo anche di Flavio, Gianluca e Maria Chiara

“La reliquia del sangue di Gesù è un segno, un simbolo della presenza di Cristo in mezzo a noi”. Tornano gli appuntamenti della diocesi per le celebrazioni del Preziosissimo Sangue di Gesù, una manifestazione che rilancia un evento della storia della città molto significativo per la popolazione. Come negli scorsi anni, anche per questa edizione la diocesi ha organizzato eventi sia liturgici che non, con incontri e dibattiti centrati soprattutto sulla sensibilizzazione dei giovani. Anche quest’anno infatti gli eventi sono dedicati a Flavio, Gianluca e Maria Chiara, i giovani che nel 2020 hanno perso la vita nel Ternano per fatti legati alla droga.  Nella chiesa di Santa Maria Assunta in Duomo martedì mattina la presentazione, alla presenza del vescovo Francesco Antonio Soddu, del sindaco Leonardo Latini e di don Alessandro Rossini. 

Il programma

Il primo evento è in programma il 20 settembre con lo spettacolo teatrale “Dalla mia vita alla vostra”, alle 21 in cattedrale. Il 21 settembre il convegno “Sì alla vita, no alla droga”, con lo psicologo Silvio Cattarina, e a seguire l’incontro con la giornalista Costanza Mirano. Il 22 settembre uno spettacolo musicale in piazza del Duomo, alle 21 e il giorno seguente, stesso posto e stessa ora, il concerto “I colori della musica”. Il 24 settembre alle 18.30 la conferenza del giornalista David Murgia, giornalista di Tv 2000 e alle 21 la rievocazione storica della reliquia. Il 25 settembre, per chiudere, le cerimonie religiose in duomo.  

La storia della reliquia 

La Cattedrale di Terni ospita, sin dal lontano 1650, una piccola ampolla contenente alcune piccole gocce di sangue che, spiega la diocesi, il Signore Gesù versò nel corso della sua Passione e Morte. L'ampolla è giunta nella Cattedrale ternana a seguito di una serie di vicende storiche e donata dall’allora Vescovo di Terni, il Cardinale Angelo Rapaccioli. La leggenda narra di come quest’ultimo abbia voluto sperimentare la divinità della reliquia e di come sia giunto alla donazione della stessa alla Cattedrale. Infatti, nel corso del suo ministero pastorale, decise di recarsi in viaggio verso Assisi con indosso, come Croce pettorale e senza che nessuno ne fosse a conoscenza, la Sacra Reliquia. Motivo del viaggio, l’incontro con Giuseppe da Copertino, frate francescano, che si trovava nel Sacro Convento e legato al Cardinale Rapaccioli da profonda ed intima amicizia.

Nei pressi della Basilica di San Francesco, Giuseppe gli andò incontro con alcuni ministranti, che recavano in mano alcune candele accese. Improvvisamente e senza una precisa ragione, Giuseppe si inchinò ai piedi del Cardinale, venerando la reliquia. Venerazione che lo stesso riservò ancora al frammento sacro qualche giorno dopo, quando il Cardinale aveva lasciato la preziosa reliquia in una stanza, di fronte alla quale il Santo fu trovato in ginocchio, in profonda adorazione. La sacralità della reliquia era indubbia e, proprio per questo motivo, il Cardinale decise di donarla alla Cattedrale di Terni. La storia del particolare incontro tra Rapaccioli e l’amico Giuseppe da Copertino è stata sapientemente raccontata in un dipinto del XVIII secolo da un anonimo pittore. L’affresco è posto sulla parete sinistra del presbiterio, di fronte all’organo, al lato dell’Altare Maggiore, eretto nel 1762 e che ancora oggi custodisce la Reliquia del Preziosissimo Sangue.

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