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Viaggio tra i personaggi magici delle giornate medioevali: il fauno regala emozioni a grandi e piccini

Manca solo un mese alla 16esima edizione che anche quest’anno trasformerà Poggio di Otricoli in un luogo incantato dove trascorrere tre giorni alla scoperta del medioevo e dei sapori della terra umbra

Si limano le ultime cose ma è ormai tutto pronto a Poggio di Otricoli per la 16esima edizione delle giornate medioevali. Per tre giorni, dal 14 al 16 luglio, il borgo umbro ai confini col Lazio diventerà ancora una volta lo scenario naturale di tutta una serie di iniziative, spettacoli, esibizioni, performance artistiche e teatrali ispirate all’immaginifico mondo medievale. Si potranno passare intere giornate gustando il clima e l’ambiente di secoli ormai lontani e assaporare i piatti tipici del territorio nei vari punti ristoro disseminati lungo il bellissimo centro abitato di origine medievale.

Ma per capire meglio cosa sono le giornate medioevali di Poggio, è bene immergersi nei suoi ambienti e capirne le radici e i personaggi che animano il festival. Di spunti le giornate ne forniscono tanti, ma ce n’è uno che è rappresentato da un personaggio che idealmente racchiude un po’ il senso della manifestazione nata dalla caparbia volontà, dalla passione e dalla competenza dei tanti volontari che animano l’associazione Castrum Podii Medii, organizzatrice da sempre dell’evento.

È il fauno. Le sue foto fanno da anni il giro d’Italia veicolando le giornate medioevali con il semplice sguardo di uno scatto. Il suo personaggio ammaglia i visitatori che varcano le porte del paese e strega i bambini che visitano il festival. Per loro è difficile distinguere tra sogno e realtà, per gli adulti è affascinante abbandonarsi all’idea che le fantasie e i personaggi di fiaba di quand’erano fanciulli a Poggio di Otricoli esistano davvero.

Giornate medievali a Poggio di Otricoli

Ma chi è il fauno? Il fauno è Fabio Gatto, un artista a tutto tondo che con la sua genialità ha creato un personaggio diventato subito il simbolo delle giornate medioevali. Fabio è riuscito a creare una figura perfetta e di grandissima presa su tutti, grazie a tecniche da cinema e ad un trucco appositamente studiato.

“Per realizzare questo personaggio mi sono ispirato ai boschi – spiega – grazie anche al fatto che io vivo in un bosco. Le zampe sono state realizzate con una protesi studiata in Nuova Zelanda per un film della Walt Disney, io all’inizio ero uno dei soli 10 in tutto il mondo ad utilizzare questa tecnica. Sul volto poi ho privilegiato trucchi che esaltassero le mie caratteristiche fisiche e così è venuto fuori un costume al quale sono molto affezionato”.

“Qui a Poggio di Otricoli mi sento come a casa mia, è una grande famiglia. Gli organizzatori sono ormai tutti miei amici ed io sono felice di venire ogni anno per il clima di cordialità e il calore umano che mi trasmettono. Le giornate medioevali sono poi un festival davvero bello, coinvolgente, accattivante e che riempie Poggio di gente”. E cosa fa un fauno durante i tre giorni? “Mi dedico molto ai bambini, gli spiego quanto sia importante salvaguardare la natura e l’ambiente e loro mi ricambiano con tanto affetto e partecipazione”.

Fabio Gatto e il suo fauno sono una vera attrazione. Foto, dediche, scambi, capannelli di gente che si raduna intorno a lui come se fosse una vera star. “Ma a me fa molto piacere – dice – soprattutto per la ricaduta che questo può avere sull’organizzazione e la festa, mi sento molto vicino a loro. Un giorno, c’era una persona del posto che era malata e non poteva uscire, così i suoi famigliari mi chiesero di andare a trovarlo perché voleva vedere questo personaggio. Io non ho esitato e mi sono recato al suo capezzale, sono stato contento di avergli portato un po’ di felicità”.

“Le giornate medioevali sono un festival magico dove l’incanto del passato si mescola ai grandi sentimenti e allo spirito di accoglienza degli abitanti del posto - prosegue Gatto – Si tratta di un evento di grande qualità e di un’occasione per catapultarsi in un mondo diverso. È il sogno che diventa realtà”. E se lo dice un fauno c’è da credergli e, soprattutto, c’è da andare a vedere di persona.

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