rotate-mobile
Eventi San Gemini

“Dal tempo, l’Eterno”: a San Gemini la mostra di Giovanni Gasparro. Sgarbi: “E’ l’ultimo caravaggesco”

L’evento al Grand Hotel di Palazzo Santacroce dal 12 febbraio al 5 giugno: “Un viaggio tra l’uomo e il sublime”

“Dal Tempo, l’Eterno. Viaggio tra l’uomo e il sublime in Giovanni Gasparro”. Questo il titolo del primo evento espositivo organizzato dal gruppo Tacconi-Ottelio a Palazzo Santacroce – Grand Hotel San Gemini, aperto nel 2021 dopo un lungo restauro. L’evento è il primo di una lunga serie di “cenacoli” che intendono promuovere Palazzo Santacroce non solo nella sua veste di struttura ricettiva esclusiva, ma anche come luogo “aperto” alla cultura a servizio del territorio. Questo primo appuntamento segue l’inaugurazione della “sala degli affreschi” che accoglie uno dei rari cicli pittorici dedicati alla Gerusalemme liberata restaurato anch’esso nel 2021 e restituito alla mano di Onorato Miserola, che lo eseguì nel 1739.

La mostra in programma, curata da Giuseppe Cassio e Paolo Cicchini, presenta 17 dipinti su tela, specchio, rame e zinco realizzati da Giovanni Gasparro (Bari, 1983), giovane artista pugliese che presenta già una corposa bibliografia con decine di opere dislocate tra Italia ed estero e recentemente insignito del premio “100 eccellenze italiane 2021”. Definito da Vittorio Sgarbi “l’ultimo caravaggesco”, Gasparro si esprime con un linguaggio figurativo che si distingue per il suo modo di proporsi, sempre colto e ricercato, che va ben oltre il dato reale. “Le citazioni dei grandi maestri da cui Gasparro trae ispirazione” – afferma Cassio – “non sono letterali ma diventano il pretesto per porsi sulla scia di un percorso rivoluzionario avviato con Merisi e ancora talmente attuale da sconcertare anche il più acuto osservatore. La materia rappresenta la linfa vitale che anima il fare pittorico di Gasparro, dove nulla si dà per veramente acquisito, ma tutto è frutto di una costante elaborazione, dello studio e dell’intelletto del suo artefice che sollecita al contempo riflessione sulla caducità del tempo e tensione per l’eternità. Gasparro risente fortemente della tradizione cattolica che accompagna la sua vasta produzione sacra. Grazie a questa capacità di studio e ricerca, l’artista entra legittimamente nelle chiese senza disturbare e non genera interferenze con il contesto, anzi, si mescola sapientemente senza rinunciare al suo ductus pittorico che ‘riempie’ gli occhi per quel modo di interpretare i soggetti con la loro stessa essenza corporea così com’è – si direbbe sine glossa – senza alcuna censura”.

La tavolozza di Gasparro è intrisa di accenti luministici che aggiungono vita e calore ai suoi personaggi; questi sono animati da atteggiamenti, espressioni, introspezioni psicologiche, che denotano la capacità di analisi e la sensibilità dell’artista di raggiungere l’essenza più profonda di ciò che trasferisce sulle sue tele, dove “c’è un simbolismo celato a volte anche nei quadri apparentemente più realisti” – come sottolinea Paolo Cicchini – “un ‘soprasenso’ che si lascia cogliere oltre l’apparenza del ‘vero’, come un messaggio segreto che l’artista affida alla sua opera”.

La rassegna rappresenta il primo evento espositivo di Gasparro in Umbria, dove è “approdato” grazie alla figura di san Valentino al quale ha dedicato due grandi opere, che saranno esposte a San Gemini a partire dal 1° marzo, dopo aver transitato nella basilica di San Valentino, dove saranno installate temporaneamente grazie all’interessamento del Comune di Terni e al patrocinio della Diocesi di Terni-Narni-Amelia e dei padri carmelitani. Si tratta di un gesto di devozione innanzitutto ma anche un contributo concreto per restituire al santo la giusta dimensione sacrale, che si confronta con un luogo fortemente evocativo e altamente rappresentativo per la città di Terni in pieno “stile-Gasparro”. La mostra è accompagnata da un catalogo che raccoglie, tra l’altro, i testi elaborati dai curatori e un contributo di Anatole Upart e le presentazioni della presidente della Regione Umbria, dei sindaci di Terni e di San Gemini e di Antonio Tacconi che ha fortemente voluto questo evento mettendo a disposizione palazzo Santacroce per arricchire l’offerta culturale del territorio ternano e dare un contributo concreto in termini di valorizzazione alla figura di san Valentino al quale sarà dedicato contestualmente un libro – da presentare a inizio marzo 2022 – che ne possa ampliare la conoscenza in Italia e nel mondo.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

“Dal tempo, l’Eterno”: a San Gemini la mostra di Giovanni Gasparro. Sgarbi: “E’ l’ultimo caravaggesco”

TerniToday è in caricamento