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Il lento inverno

Il lento inverno

'Il lento inverno' sbarca al cinema: una settimana di programmazione

Domani sera la presentazione ufficiale della produzione a firma di Andrea Sbarretti. Protagonista il territorio della Valnerina

Una settimana di programmazione, a partire dalla giornata odierna al Politeama Cityplex, per ‘Il lento inverno’ firmato dal regista ternano Andrea Sbarretti. Un film con gestazione molto lunga dato che, le prime riprese, sono state fatte nell' ottobre 2017, mentre le ultime a dicembre 2018. La pellicola dalla durata di 96 minuti racconta in maniera approfondita il territorio della Valnerina. Infatti oltre a Norcia, Castelluccio, Campi di Norcia, le scene sono state girate a Scheggino, Polino, Gabbio, tutti paesi che si affacciano sul fiume Nera, vera colonna dorsale di quell'ampia zona colpita dal fortissimo terremoto del 30 ottobre 2016. La natura viene rappresentata nella sua duplice veste di madre e matrigna. Madre per riuscire a donare quella terra da cui i Nursini traggono il loro sostentamento e matrigna perché è capace di distruggere tutto in un attimo.

I protagonisti e la trama

I protagonisti sono degli agricoltori e per la precisione, allevatori di lumache. Benedetto e Pier hanno due storie parallele. Benedetto, un cinquantenne con ancora tanta voglia di vivere, si innamora di una ragazza di Scheggino. Claudia è sfuggente; concede il suo amore con parsimonia, non si lega. All'ombra delle macerie che sono ancora tutte in terra, "Il lento inverno" si sviluppa in maniera concentrica. Mentre Benedetto, perenne fanciullo alla ricerca di una sua identità si affanna dietro alla bella Claudia, il più giovane Pier lascia da parte qualsiasi ambizione sentimentale per dedicarsi esclusivamente al lavoro. Cerca il posto fisso in fabbrica e per uno come lui abituato a lavorare all'aria aperta non è facile. Stefania (sua madre e sorella di Benedetto) è grottesca, come suo padre, nella sua ostentazione di dire le frasi in un latino sgangherato. Ne esce un film agrodolce, struggente, in una serena accettazione della realtà.

C'è stata una grande ricerca dell'inquadratura suggestiva, dei luoghi più caratteristici. Alcune riprese sono spettacolari come quella in cui Castelluccio di Norcia sbuca da una coltre di nebbia. Proprio per questo aspetto, il regista ternano Andrea Sbarretti, afferma che il vero protagonista è il territorio. Non è un caso che l'ultima scena del suo precedente film "Lontano da tutti" è stata girata proprio a Castelluccio. A Norcia invece è stato girato un documentario dal titolo "La mia Norcia", da cui è stato tratto il film.

L'INTERVISTA AD ANDREA SBARRETTI

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