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Martedì, 17 Maggio 2022
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“San Valentino simbolo del riscatto di Terni”: la storia del santo nel libro di Maria Laura Moroni

Alle 17.30 in Duomo la presentazione del testo edito dalla Ediart a firma della professoressa esperta di ricerca storica

Nell’ambito degli eventi valentiniani 2022 sarà presentato venerdì 18 febbraio alle 17.30, al Museo diocesano di Terni, il volume monografico: “La basilica e il convento di San Valentino a Terni”, a cura di Maria Laura Moroni, Ediart Todi 2021, realizzato dall’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici della Diocesi con il sostegno e il patrocinio della Fondazione Carit. Al tavolo saranno presenti anche Marco Venanzi, don Claudio Bosi e monsignor Salvatore Ferdinandi.

La prof.ssa Moroni, in virtù di una lunga esperienza nel campo della ricerca storico artistica, nella redazione del libro, ha chiamato al suo fianco figure di spicco delle istituzioni e studiosi del campo agiografico, storico, archeologico e architettonico che si sono occupati di San Valentino fin dai primi anni Novanta: alle introduzioni di Don Claudio Bosi, Giuseppe Belli, Elisabetta David e Laura Bonomi, seguono i saggi di Claudia Angelelli, che fa il punto sugli studi di carattere agiografico, Padre Silvano Giordano, storico dell’ordine carmelitano che parla della fondazione del convento ternano, Serena Zampolini Faustini, che tratta delle testimonianze materiali di carattere archeologico e dell’Antiquarium e di Elisa Fidenzi, ricercatrice dell’Università di Roma che si è occupata dell’analisi storico architettonica dell’edificio; conclude il volume il “Rilievo architettonico dell’edificio di culto” redatto a cura dell’architetto Roberto Astolfi, con l’apporto degli studenti del Liceo Artistico “O. Metelli” grazie ad un progetto didattico realizzato nel 2004-2006.

Il volume, pubblicato dalla casa editrice Ediart di Todi, specializzata in libri del settore storico artistico tra cui la famosa rivista “Storia dell’Arte”, è corredato di immagini di grande impatto visivo con una non comune attenzione al dettaglio di carattere specialistico.

Dalla lettura dei testi emerge il quadro di una città culturalmente e artisticamente legata a Roma, nella quale il nome del santo Patrono, fortemente sostenuto dal Comune e dal Popolo ternano, diventa il baluardo di una città che si vuole riscattare dal punto di vista politico e culturale, proprio attraverso la musica e l’arte. Ricorderemo infatti che nella basilica sono conservati capolavori di artisti di chiara fama come il Cavalier d’Arpino, Andrea Polinori, Lucas de La Haye, Paolo Naldini e Carlo Fontana.

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