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Umbria Jazz weekend, un successo: cominciano già le grandi manovre per l’edizione 2022

Circa 1.200 spettatori paganti per i concerti all’anfiteatro e tutto esaurito nei club della città, gli organizzatori: far sì che la presenza di UJ a Terni sia una grande opportunità culturale e di attrazione turistica

Terni città del jazz. Il ritorno di Umbria Jazz a Terni è stato un successo, nei numeri e nei contenuti. Un evento da tutto esaurito per cui sono già in atto le grandi manovre in vista dell’edizione 2022. Per la uale sarà però opportuno mettere in cantiere alcune importanti riflessioni.

Intanto, il bilancio: i quattro giorni che hanno riportato la musica di UJ a Terni dopo l’interruzione causata dalla pandemia dicono che circa 1.200 spettatori paganti hanno assistito ai quattro concerti all’anfiteatro Romano. Ma è stato registrato anche un grande afflusso nei club della città, praticamente sempre al completo per i lunch, dinner, aperitivi e dopo cena.

Dal punto di vista musicale si è ascoltata ottima musica: dai sold out delle serate con protagonisti Rita Marcotulli, Dado Moroni, Sergio Cammariere, Danilo Rea, Fiorella Mannoia, alla classe di Monty Alexander, passando per i ritmi di El Comité, per concludere questa sera con Mauro Ottolini.

Nei club del Centro, che hanno animato le vie della città in questi quattro giorni, si sono esibiti: Accordi Disaccordi, trio di musica gipsy tra jazz e swing, il duo Francesca Tandoi, pianoforte e voce, e Stefano Senni, contrabbasso; il sestetto di Michael Supnick, che ripercorre i fasti della swing era, il progetto “Modalità Trio e Duet”, che ruota attorno alla figura di un personaggio carismatico del jazz italiano, Massimo Moriconi, con Nico Gori e Ellade Bandini (Modalità Trio) e la cantante Emilia Zamuner (Duet), il quartetto di Daniele Scannapieco, sassofonista ai vertici della scena italiana, il sestetto guidato dal trombonista e arrangiatore Roberto Rossi e dal sassofonista Piero Odorici, con ospite speciale il trombettista francese Stéphane Belmondo, il piano solo di Riccardo Biseo e Alessandro Bravo, quest’ultimo in duo anche con Angelo Lazzeri, il blues e soul di Angela Mosley.

I Funk Off, infine, apprezzatissimi per la loro esibizione alla cascata delle Marmore in uno scenario naturale unico.

La formula, insomma, ha funzionato. Ma potrebbe anche essere migliorata. Soprattutto per quello che riguarda il periodo durante il quale tenere il festival a Terni, che negli ultimi anni si è svolto nel periodo primaverile. Meglio la primavera o la fine dell’estate? “Una riflessione – dicono gli organizzatori - che deve essere condotta in sintonia con tutte le componenti regionali e cittadine per far sì che la presenza di UJ a Terni sia una grande opportunità culturale e di attrazione turistica”.

Dalla cabina di regia arriva poi un ringraziamento “a tutti coloro che hanno contribuito alla buona riuscita della manifestazione, alle istituzioni, regionali e locali, alla Fondazione Cassa di risparmio di Terni e Narni per il supporto, a Radio Monte Carlo, media partner della manifestazione”.

Intanto, in calendario c’è già il prossimo appuntamento: il 2021 di Umbria Jazz si concluderà con Umbria Jazz Winter #29 a Orvieto in programma dal 29 dicembre 2021 al 2 gennaio 2022.

E poi si tornerà al lavoro sull’edizione estiva e sull’appuntamento di Terni.

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