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L'intervista | Buon compleanno Nino Frassica, 70 anni di umorismo: "Cosa vorrei fare? Un fotoromanzo"

Arnaldo Casali intervista Nino Frassica, da oltre 35 anni punto di riferimento della comicità nostrana con il suo umorismo fatto di paradossi e giochi di parole: "Non basta la bravura. Bisogna spiazzare le persone per far ridere"

Oggi compie 70 anni, Nino Frassica, anche se le celebrazioni, sui giornali, sono cominciate con quasi una settimana di anticipo, come si fa per i re. E non a torto: perché quello di Antonino Frassica da Messina è un caso unico nel panorama dello spettacolo italiano. A rendercelo non è solo il fatto di essere uno dei pochissimi comici sulla cresta dell’onda da oltre 35 anni, ma anche la sua poliedricità, la capacità di rinnovarsi, di sperimentare e di scovare e coltivare nuovi talenti.

Lui, d’altra parte, si è portato ancora più avanti con i festeggiamenti, visto che la sua autobiografia l’ha scritta già da sei anni, anche se all’80% è falsa, come recita lo stesso titolo. In compenso, come le biografie dei personaggi che presenta ogni settimana a Che tempo che fa, resta pur sempre affidabile al 70%.

“In questo libro parlo di me da quando sono nato fino a quando sono morto” spiega. “Quasi tutti quelli che scrivono un autobiografia non parlano mai della propria morte, perché sono vivi. Io nonostante sia vivo e vegetariano ho predetto la data della mia morte, ovvero il 31 dicembre 2002. Quest’anno stiamo quindi festeggiando anche i 250 anni di questo anniversario”.

Più umorista che comico, autore più che attore, Nino Frassica pur essendo siciliano è totalmente estraneo alla comicità meridionale fatta di gesto, di smorfia, di voce, e ha un umorismo tipicamente nordico, surreale, lunare: lontano da Totò, Franco e Ciccio e Gigi Proietti e vicino a Renato Pozzetto, Adriano Celentano e Francesco Salvi. Non a caso ammette di essersi formato “studiando” Cochi e Renato.

Nei suoi sketch non ci sono mai parodie, imitazioni, satira politica o di costume, ma un surrealismo degno di Ionesco: un continuo spostamento di senso, dove lo stesso linguaggio viene completamente reinventato creando cortocircuiti mentali che fanno esplodere la risata. La chiamano comicità demenziale ma è in realtà la forma più raffinata e mentale di umorismo.

D’altra parte non sarà certo un caso se il gioco di passare dal primo volume direttamente al terzo saltando il secondo (Il libro di Sani Gesualdi e Il terzesimo libro di Sani Gesualdi) l’ha rifatto, dopo di lui, il più intellettuale dei cantautori italiani: Franco Battiato, che dopo l’album di cover Fleurs pubblicò Fleurs 3.

Lanciato all’inizio degli anni ’80 da Renzo Arbore (che conquistò con un messaggio lasciato sulla segreteria telefonica), ancora oggi Nino Frassica non perde occasione per ringraziarlo e rendergli omaggio, così come fa con Terence Hill, da oltre vent’anni suo compagno di viaggio in Don Matteo. Una gratitudine che, in fondo, lo rende anch’essa una mosca bianca nel mondo dello spettacolo.

Attore e comico in televisione, conduttore in radio, scrittore e blogger molto attivo anche sui social: quello che manca a Frassica è solo la megalomania e l’egocentrismo tipico dei comici, che compensa invece con una grande curiosità e generosità nei confronti dei giovani talenti. Basti pensare alle collaborazioni con Lillo e Greg, Maccio Capatonda e Valerio Lundini, che contattò tramite facebook.

Anche come attore ama le sfide: alla comicità affianca interpretazioni drammatiche, alle commedie italiane i kolossal internazionali, e pur restando fedele alla fiction popolare ama cimentarsi con pellicole sperimentali come My Italy di Bruno Colella e Il sole dei cattivi di Paolo Consorti, dove interpreta Caifa recitando a fianco ai figuranti di una rievocazione della passione di Cristo, e che gli è valso l’Angelo come migliore attore protagonista al Terni Film Festival nel 2014.

“Faccio tanta televisione, forse troppa – ricordava ricevendo il premio - e questa cosa l’ho pagata perché al cinema sono stato spesso snobbato. Di fatto oggi ho due anime: quella del clown in radio, in televisione e nei libri, e quella dell’attore di fiction”

 Ma cosa fa ridere Nino Frassica?

“Mi fa ridere chi mi spiazza, chi è capace di meravigliarmi. Non mi basta la bravura: quello che mi fa ridere è l’inedito”.

Quale è il suo rapporto con la religione?

“Vengo da una famiglia molto praticante e ho anche una zia suora. Con il tempo mi sono un po’ allontanato da questo percorso, ma quando viene il momento torno sempre. La fede cammina con me”.

Cinema internazionale, popolare e sperimentale, televisione, editoria, radio, social network. C’è qualcosa che ancora le manca e che vorrebbe fare?

“Un fotoromanzo”.

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