Dopo quattro mesi di siccità, i tecnici Arpa: "Crisi idrica imminente sull'Umbria, ecco quanto grave..."

Le scarse precipitazioni che hanno caratterizzato l’ultimo quadrimestre (dicembre 2018-marzo 2019) hanno innescato una serie di interrogativi sul prossimo periodo estivo. Le considerazioni di Nucci, responsabile acque di Arpa

Dopo le gravi crisi idriche in Umbria del 2008 e 2012 - leggermente meno grave ma sempre fautrice di disagi quella del 2017 - la nostra regione rischia di ripiombare da giugno in una nuova fase critica per la ridistribuzione della risorsa acqua ad uso famigliare, industriale e per l'agricoltura. La conferma arriva direttamente da Mirko Nucci, responabile servizio acqua di Arpa Umbria che ha analizzato al portata delle sorgenti e i dati delle piogge. "Le scarse precipitazioni che hanno caratterizzato l’ultimo quadrimestre (dicembre 2018-marzo 2019) hanno innescato una serie di interrogativi sul prossimo periodo estivo, che sarà probabilmente interessato da una nuova crisi idrica".

Fermo restando che qualsiasi considerazione effettuata ora potrebbe essere facilmente smentita dall’andamento meteoclimatico dei prossimi mesi. "Attualmente, il 78% dei livelli di falda rilevati dalla rete si colloca al di sotto della media degli omologhi pregressi mentre le portate sorgive si collocano totalmente al di sotto di tale media. La situazione attuale, quindi, è fortemente deficitaria rispetto all’andamento medio riscontrato negli ultimi 20 anni". Ma quanto potrebbe essere grave la potenziale crisi idrica umbra 2019?

La situazione sarebbe seria ma non drammatica come quelle di inizio millennio: "In ogni caso, la situazione attuale, per quanto deficitaria - scrive Nucci - sembra essere meno grave di quella riscontrata negli anni 2008 e 2012 e più accentuata rispetto alla crisi idrica del 2017". In conclusione, cosa dobbiamo aspettarci nella prossima estate? "Ovviamente è impossibile rispondere a questa domanda, perché i fattori in gioco sono molteplici e complessi; tuttavia, se i mesi primaverili dovessero avere un decorso meteoclimatico simile a quello dei precedenti anni di crisi, è ragionevole aspettarsi un’estate certamente difficile nella gestione delle risorse idriche, senza però entrare in un contesto più grave di quelli vissuti in precedenza".

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