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A caccia con i tesserini venatori temporanei. Libera Caccia Umbria non ci sta

23mila cacciatori umbri in attesa della consegna del tesserino provvisorio che rischia di non arrivare prima dell'apertura della stagione venatoria fissata per il primo ottobre. Il presidente dell'associazione Loretoni: "Troppi disagi. Chiediamo il tesserino definitivo".

Cacciatori in rivolta e in attesa del tesserino che non arriva. Il telefono dell'associazione nazionale libera caccia Umbria è rovente e raccoglie le proteste di centinaia di persone. La richiesta dell'associazione venatoria è chiara: ricevere dalla regione già da lunedì 28 settembre un tesserino valido per tutta la stagione. Il rischio, infatti, è che a fine ottobre le associazioni si trovino costrette a distribuire ancora un tesserino venatorio provvisorio per novembre qualora, quelli definitivi non fossero ancora pronti.

“Quello a cui stiamo assistendo – commenta il presidente della Libera Caccia dell’Umbria, Lando Loretoni – non si era mai verificato. Se non ci saranno ulteriori brutte sorprese, le associazioni venatorie umbre si troveranno a dover effettuare tre consegne dei tesserini ai cacciatori associati”.

Parliamo di una platea di circa 23mila cacciatori in Umbria. E solo due giorni a disposizione per consegnarli a chi vuole andare a caccia dal primo ottobre. “Cacciatori che in molti casi – lamenta Loretoni – vengono da lontano, dato che i Circoli delle associazioni venatorie non sono presenti in modo capillare in tutti i territori. Cosa sarebbe accaduto se alla distribuzione avessero dovuto provvedere i Comuni o la stessa Regione. E soprattutto – aggiunge – vorrei ricordare che i Circoli sono gestiti da volontari, che non percepiscono stipendio. E che hanno lavori da svolgere. Così come lavoratori che non hanno tempo da perdere sono molti cacciatori”.

Tanti i disagi per i cacciatori umbri, dunque. E per le loro associazioni venatorie. Che tra l’altro, tra telefonate, copie dei tesserini da stampare e orari straordinari di apertura delle sedi, stanno andando incontro a costi aggiuntivi considerevoli.

E poi c’è il problema sicurezza legata al Covid: “La Consulta venatoria viene convocata in video conferenza per il rischio Covid – lamenta ancora il presidente della Libera Caccia, ma poi mandano ancora una volta centinaia di cacciatori nelle nostri sedi per ritirare materialmente i tesserini provvisori”. Ritardi e sovrapposizioni burocratiche che ricadono direttamente sui cacciatori.

“La burocrazia – attacca Loretoni – vuole uccidere la caccia. Così come, evidentemente, la politica, in Umbria. Facciamo appello alla Regione, in tutte le sue componenti, perché finalmente prenda in considerazione le esigenze dei cacciatori, vessati dal punto di vista economico e delle procedure.

Libera Caccia stigmatizza anche la scarsa attenzione della Regione nei confronti delle proposte avanzate dall’associazione sul Calendario venatorio. Come per le pre aperture, le deroghe, la caccia alla lepre, il regolamento sui cinghiali e sulle guardie volontarie. “Proposte – ricorda Loretoni – fatte nell’interesse di tutto il territorio. Eppure, neanche abbiano avuto modo di esporle alla Regione. Che poi ci impone decisioni assurde, come questa dell’ennesimo tesserino provvisorio”.

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