Adozione gay, ecco le carte. Il sindaco: “Io sono per il matrimonio tra un uomo e una donna”

Deruta, i dettagli della relazione dell’ufficiale di Stato civile che ha trascritto la sentenza pronunciata in Germania. Toniaccini: la giunta ed il sindaco non erano tenuti ad intervenire su questa vicenda

“A stabilire la genitorialità omoaffettiva non è stato il Comune di Deruta, ma un giudice e un’autorità giudiziaria straniera il cui dettato risulta peraltro passato in giudicato e rappresenta per l’ufficiale di stato civile cui viene presentato un valido documento che, previo accertamento di tutti i requisiti ex lege, non può che non trascrivere riconoscendone validi gli effetti giuridici nell’ordinamento interno”.

È la parte conclusiva della relazione che l’ufficiale di Stato civile del Comune di Deruta ha inviato al sindaco, Michele Toniacciani, dopo che il primo cittadino ha chiesto chiarimenti sull’atto di trascrizione della sentenza di adozione emessa da un tribunale della Germania relativamente alla richiesta presentata da una coppia omosessuale.

La relazione ricostruisce i fatti, partendo dallo scorso 5 novembre quando “è pervenuta all’ufficio di stato civile del Comune di Deruta la richiesta avente ad oggetto trascrizione di sentenza di adozione del figlio del coniuge. Le parti interessate sono due cittadine iscritte all’Aire del Comune di Deruta e residenti in Germania. Il caso di specie – riporta la relazione - riguarda e va inquadrato dal punto di vista giuridico nella materia di ‘adozione nazionale estera’ (...). La distinzione tra adozione nazionale estera e adozione internazionale è stata già tracciata dalla Corte costituzionale (...) che ha infatti precisato che i provvedimenti stranieri di adozione nazionale estera sono riconoscibili automaticamente e vanno presentati all’ufficiale di stato civile direttamente per la trascrizione”.

Il documento cita poi sentenze oltre alla “legge di diritto internazionale privato 218/1995” che prevede “quale regola generale, l’automatica efficacia in Italia di sentenze straniere che rispettino alcuni requisiti basilari di compatibilità con l’ordinamento italiano. I provvedimenti stranieri devono essere trascritti presso il Comune italiano competente”.

Secondo il funzionario del Comune di Deruta, “l’adozione in oggetto si qualifica come stepchild adoption visto che riguarda il figlio dell’unità civilmente dell’adottante ed è assimilata alla fattispecie normata dall’articolo 44 della legge 1983 sull’adozione”. La relazione fa poi un’analisi giuridica della questione, rilevando che “si tratta di ipotesi di adozione particolari, ma non eccezionali, in quanto anche questo tipo di adozione, al pari dell’adozione piena, mira a tutelare il preminente interesse del minore, inserendolo in una famiglia che ne garantisca la crescita equilibrata. La funzione – rileva il funzionario - è pur sempre quella di offrire al bambino un ambiente familiare idoneo al suo sviluppo, sancito da un giudice tramite sentenza”.

La relazione diventa poi un trattato che spiega come “nella stepchild adoption il minore, riconosciuto alla nascita dalla sola madre biologica, manterrà lo status di figlio nei suoi confronti mentre, per effetto dell’adozione, instaurerà nei confronti dell’adottante il rapporto di figlio adottivo che si esplicherà nella dizione adottato da non consentendo di instaurare alcun rapporto di parentela tra adottato e adottante tanto meno riferito alla filiazione”.

“Il fatto che la legge” che istituisce le unioni civili, ossia la numero 20 del maggio 2016 “non disciplini espressamente l’adozione del figlio da parte del partner – rileva infine il funzionario comunale - finisce dunque per demandare ai giudici il compito di garantire il diritto dei figli alla certezza e stabilità del rapporto con coloro che effettivamente esercitano la funzione genitoriale”.

Per questo, la conclusione certifica come – sulla base delle decisioni di alcuni giudici – la sentenza di adozione pronunciata in Germania non poteva che essere trascritta dagli uffici comunali di Deruta.

Il sindaco Toniaccini sta valutando i dettagli tecnici della relazione e dunque i passaggi seguiti dal funzionario comunale, spiegando che la sua formazione politica si rifà alla “dottrina sociale della Chiesa” ma che non sarebbe comunque stato “possibile contrastare questa azione”. “Io – precisa però il sindaco - sono per il matrimonio tra un uomo e una donna. Ma la giunta ed il sindaco non erano tenuti ad intervenire su questa vicenda”.

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