Giovedì, 28 Ottobre 2021
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Adozioni gay, a Deruta si può fare: gli uffici comunali trascrivono una sentenza pronunciata in Germania

Il post: “Da oggi sono a tutti gli effetti genitore di mio figlio anche per la legge italiana, grazie agli addetti e alla giunta comunale”. Il sindaco Toniaccini: “Chiesta una relazione ai funzionari”. Il Pdf: “Sindaco e uffici non leggono le sentenze della Corte costituzionale”

“Finalmente, dopo mesi e mesi di peripezie, questo percorso è concluso... Da oggi sono a tutti gli effetti genitore di mio figlio anche per la legge italiana!”.

È un post pubblicato su uno dei tanti gruppi social ad accendere la miccia della polemica. “Io non so niente”, dice però il sindaco di Deruta che, invece, viene pubblicamente ringraziato per la decisione che ha cambiato la vita ad una coppia omogenitoriale. Lei, originaria di Deruta, che lavora in Germania e che, ancora in Germania, riesce ad avere un figlio. Perché in Germania, così come in altri 26 Stati nel mondo e al contrario di quello che invece è previsto in Italia, anche le coppie composte da persone dello stesso sesso, possono adottare un bambino. In particolare, la Corte costituzionale tedesca nel 2013 aveva aperto alla adozione del figlio del partner con cui era stata stipulata un’unione civile, ponendo in questo modo le basi per “legittimare” costituzionalmente l’adozione congiunta, che è aperta alle coppie dello stesso sesso grazie alla legge che dal 2017 garantisce l’accesso al matrimonio.

“Vorrei ringraziare pubblicamente gli addetti e la giunta del Comune di Deruta che hanno trascritto la sentenza di adozione tedesca direttamente senza problemi”, è scritto nel post, che riportiamo senza però – volontariamente – diffondere le identità delle persone coinvolte.

“Purtroppo, oggi giorno sono tante le famiglie omogenitoriali in giro per l’Italia che si vedono costrette a battaglie legali o peggio ancora che si vedono negati del tutto i loro diritti e i diritti dei loro bambini, questo perché manca una legge a livello nazionale che tuteli anche le nostre famiglie e le decisioni sono lasciate ai singoli comuni”.

In Italia, in realtà, l’adozione da parte di coppie dello stesso sesso non è possibile. Controverso, e giuridicamente articolato, è invece il tema della cosiddetta stepchild adoption, ossia l’adozione del cosiddetto configlio, attorno alla quale si alternano sentenze in diversi gradi di giudizio.

“I diritti umani e i diritti dei bambini devono essere tutelati sempre – si conclude il post - e non diventare fonte di slogan ideologici! Grazie al comune di Deruta per aver tutelato questi diritti che oggi sono i nostri e domani saranno di qualcun altro, perché un diritto acquisito da una persona, è un diritto acquisito da tutta la comunità”.

Il sindaco Michele Toniaccini, raggiunto al telefono da Terni Today, sottolinea di avere richiesto “una dettagliata relazione agli uffici comunali” che hanno trascritto il provvedimento di adozione, sottolineando però che funzionari e dipendenti hanno agito in “piena autonomia”. Tecnicamente, verrà ora verificato se ogni passo è stato fatto rispettando le leggi italiane. Da un punto di vista “politico”, Toniaccini fa comunque sapere di essere “ideologicamente distante” da certe scelte ma che questo non può in alcun modo “interferire” con l’operatività degli uffici comunali.

La polemica

Saimir Zmali, coordinatore regionale del Popolo della Famiglia, contesta invece la registrazione avvenuta a Deruta dell’adozione tedesca: “Evidentemente, il sindaco e gli uffici dell’anagrafe di Deruta non leggono le sentenze della Corte costituzionale. Infatti, con la sentenza 230 del 20 ottobre 2020, la Consulta ha esplicitamente stabilito che in materia di genitorialità gay la decisione deve spettare al legislatore, perché ad oggi l’ordinamento giuridico italiano non riconosce l’omogenitorialità. In forza di questa sentenza, la Corte costituzionale ha rigettato il ricorso di due donne che volevano registrare come figlia di entrambe una bambina partorita da una delle due. A maggior ragione, non può essere immaginata dal Comune di Deruta una forzatura giuridica in cui risuona ignoranza rispetto ai termini costituzionali e ordinamentali della complessa questione. Sul delicato tema, la Consulta vieta esplicitamente le fughe in avanti dei comuni, finché non ci saranno decisioni del legislatore”.

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