Alluvione nel ternano: riconoscimento dello stato di emergenza e stanziamento dei fondi per l’area interessata

La proposta di risoluzione che vede i comuni di Avigliano Umbro, Montecastrilli, Acquasparta ed Amelia interessati dopo la calamità naturale che li aveva colpiti tra l’8 e il 9 giugno scorsi

foto di repertorio

Una proposta di risoluzione, predisposta unitariamente dalla Seconda Commissione, è stata approvata nel corso della giornata dall’aula di Palazzo Cesaroni. Tale documento impegna la Giunta regionale al riconoscimento dello stato di emergenza a seguito degli eventi calamitosi che hanno colpito i Comuni di Avigliano Umbro, Montecastrilli, Acquasparta ed Amelia tra le giornate di lunedì 8 e martedì 9 giugno. Inoltre all’esecutivo viene anche chiesto di prevedere lo: “Stanziamento dei fondi necessari alla copertura dei danni ed alla ripresa delle attività produttive ed a supporto delle istituzioni coinvolte”.

La finalità è quella di: “Porre in essere tutti quegli interventi, strutturali e non strutturali, finalizzati al consolidamento dei pendii instabili ed alla difesa dalle alluvioni, quali la riqualificazione ed il ripristino dei naturali alvei dei fossi interessati, nonché la pulizia degli stessi finalizzata ad un corretto deflusso delle acque. Porre in essere una tempestiva programmazione regionale, volta al contrasto del rischio idrogeologico”.

Il consigliere della Lega Daniele Carissimi ha ringraziato: “Tutti i soccorritori, volontari della Protezione civile per essersi tempestivamente attivati consentendo anche alla popolazione di trovare rifugio nelle strutture messe a disposizione per l’emergenza. Grazie a tutti gli Enti, i volontari e alle Forze dell’ordine che hanno prestato la loro opera per il raggiungimento, in breve tempo, della normalità”. Inoltre ha ricordato che: “Nell’immediatezza dell’evento la Lega aveva presentato, in proposito una mozione e la minoranza una interrogazione, atti poi ricompresi nel documento unitario in questione.
 

Inoltre è stata rimarcata la necessità di “Intervenire per prevenire l’emergenza. Il rischio idrogeologico è ormai una fonte continua di emergenza di pericoli e di danni. Solo negli ultimi anni, in Umbria, ci sono stati sei eventi alluvionali non ordinari e quattro crisi di siccità. In una situazione già compromessa a causa della pandemia le aziende non possono più far fronte ad una interruzione delle attività, distruggere i loro prodotti immagazzinati o affrontare spese inattese per tali situazioni. Gli Enti comunali non devono essere costretti ad utilizzare le loro scarse risorse per tali manutenzioni straordinarie sottraendoli spesso ai fini sociali”.

 

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