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Martedì, 16 Agosto 2022
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Covid in Umbria, trend ancora in aumento. Coletto: "Omicron 5 ha un tasso di infezione 6 volte più alto dell’influenza stagionale"

L'analisi del Nucleo epidemiologico della Regione. Nuovo appello per i vaccini

"La curva epidemica, come pure la media mobile a 7 giorni in Umbria mostra un trend in aumento rispetto alle settimane precedenti. L'incidenza settimanale mobile per 100.000 abitanti al 28 giugno è pari a 823. L’RDt sulle diagnosi calcolato per gli ultimi 14 giorni con media mobile a 7 giorni è in aumento attestandosi ad un valore di 1,51". Il Nucleo epidemiologico della Regione Umbria fotografa il Covid in Umbria.  

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Secondo l'analisi "l'andamento regionale dell’incidenza settimanale mobile per classi di età mostra un trend in aumento in tutte le fasce, l’incidenza più elevata è riscontrata nella classe  compresa tra i  45 e 64 anni, mentre l'incidenza più bassa è registrata nella classe d'età tra 3 e 5 anni".  

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Per quanto riguarda la diffusione territoriale "tutti i Distretti sanitari hanno l’incidenza inferiore a 1.000 casi per 100.000 abitanti. L’incidenza più elevata è riscontrata nel Distretto di Assisi ed è pari a 773 casi per 100.000 abitanti, questo al 27 giugno".

Sul fronte delle ospedalizzazioni e dei decessi, prosegue l'analisi del Nucleo epidemiologico, "rispetto alla settimana precedente si osserva un aumento nell’impegno ospedaliero regionale. Al 28 giugno i ricoveri erano 157 in area medica e 1 in terapia intensiva, mentre nella settimana tra il 20 e 26 giugno si sono registrati 2 decessi. Attualmente sono 180 le persone positive ricoverate di cui 5 in terapia intensiva". 

Omicron 5 e l'aumento dei contagi

L'assessore regionale alla Salute, Luca Coletto, spiega che "l’aumento dei contagi sul territorio regionale è in linea con la tendenza che si sta riscontrando in tutto il paese ed essenzialmente, deriva dal fatto che la variante Omicron 5 ha un tasso di infezione 6 volte più alto dell’influenza stagionale. E anche se la gravità dei sintomi non è alta, nelle persone fragili o immunocompromesse e per gli over 80, i sintomi possono essere importanti, tanto da richiedere l’ospedalizzazione. In questa fase risulta importante quindi, evitare di sovraccaricare i presidi ospedalieri”.  

Covid, terapie e vaccini

L’assessore Coletto ricorda "la necessità di mantenere viva l’attenzione su tutte le forme di prevenzione utili a evitare il contagio". E ancora: "L’utilizzo delle terapie precoci, con anticorpi monoclonali o con antivirali orali – prosegue Coletto -  entro 5 giorni dall'esordio dei sintomi, nei soggetti con fattori di rischio per sviluppare una malattia severa, è molto importante per ridurre la progressione del covid e la conseguente ospedalizzazione. Da tempo ormai – aggiunge – ho fortemente sostenuto, dopo aver sentito il parere dei medici esperti e dei ricercatori, l’utilizzo dei monoclonali per la cura della malattia prodotta dal covid". 

Per quanto riguarda i vaccini Coletto evidenzia "la necessità della seconda dose booster ai soggetti fragili e agli ultraottantenni". L'assessore anticipa che "è stata inviata una nota ai distretti per inserirli nella programmazione attiva della somministrazione che andrà prodotta entro il mese di luglio 2022". 

Covid, prorogato il Nucleo epidemiologico regionale e il Cts

La nota di Palazzo Donini annuncia che "con una delibera regionale è stato prorogato il Nucleo epidemiologico regionale per continuare ad assicurare il supporto tecnico scientifico necessario affinché sia garantito un corretto monitoraggio del rischio sanitario, e il Comitato Tecnico Scientifico (CTS) regionale, per fornire indicazioni e strategie a supporto dell’attività regionale". Sul fronte sanitario "fino a dicembre saranno attivate le UCA, Unità di continuità assistenziale" e "sono prorogate le disposizioni relative al conferimento di incarichi di emergenza sanitaria territoriale di 38 ore settimanali ai medici che frequentano il corso di formazione specifica in medicina generale non ancora terminato". 

Finisce l'era del commissario Covid. Il 30 giugno, conclude la Regione Umbria, "è arrivato a termine l’incarico a titolo gratuito di Commissario Covid-19 svolto da Massimo D’Angelo. Le funzioni svolte dal Commissario dal primo luglio sono confluite nei servizi della Direzione regionale Salute e Welfare". 

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