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Rincaro dei carburanti, la procura apre un fascicolo: la Finanza a caccia di speculatori

L'indagine scattata dopo l'esposto del Codacons che chiedeva di verificare la correttezza degli aumenti di benzina e gasolio

La Procura della Repubblica di Perugia ha avviato una serie di accertamenti sull’aumento dei prezzi alla pompa del carburante.

Le verifiche sono state disposte a seguito della presentazione da parte dell’associazione dei consumatori Codacons di un esposto “avente ad oggetto gli aumenti dei prezzi dei carburanti al dettaglio, ritenuti dall’esponente ingiustificati e frutto di manovre speculative” riferisce una nota del procuratore Raffaele Cantone.

Le indagini preliminari sono state delegate al Nucleo di Polizia economico finanziaria della Guardia di finanza di Perugia, al fine di “accertare quanto rappresentato dall'associazione e conseguentemente verificare se nei fatti denunciati possano configurarsi specifiche ipotesi di reato”.

Nell’esposto il presidente del Codacons Rienzi aveva ricordato che “in questi giorni i listini dei carburanti venduti presso i distributori sono letteralmente fuori controllo, con la benzina che in modalità self viaggia verso i 2,3 euro al litro e costa in media il 39,3% in più rispetto allo stesso periodo del 2021, mentre il gasolio sale addirittura del +51,3%”.

Secondo l’associazione di consumatori “il rischio è che i rincari dei prezzi alla pompa possano essere dopati da fenomeni speculativi tesi a sfruttare la delicata situazione in Ucraina per incrementare i guadagni a danno di consumatori e imprese” e l’esposto chiede di “accertare eventuali speculazioni e illeciti sul territorio regionale, alla luce delle possibili fattispecie di truffa aggravata, aggiotaggio e manovre speculative su merci”.

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