Notizie dall'Umbria

L’Università di Perugia “sconfigge” il virus: boom di immatricolati nell’anno della pandemia

L’indagine dell’Osservatorio Talents: quasi il quaranta per cento in più di nuove iscrizioni, vicino al raddoppio per gli studenti fuori sede. Il rettore Oliviero: ecco perché abbiamo ottenuto questi risultati

L’Università di Perugia sconfigge il Coronavirus. Quello che poteva rivelarsi un anno difficilissimo per le università italiane a causa dell’emergenza Covid-19 si è trasformato in uno straordinario boom: i dati a marzo 2021, infatti, recentemente pubblicati dall’Osservatorio Talents Venture nel rapporto Come sono cambiate le scelte degli immatricolati nell’anno della pandemia?, mostrano che le immatricolazioni in Italia sono passate da 313.194 nell’anno accademico 2019/2020 a 327.071 nel 2020/2021, con una variazione positiva media di +13.877. Aumentano anche gli immatricolati fuori sede, sottolinea il rapporto, con un +7% rispetto al 4,5% dello scorso anno e crescono in maniera significativa, nonostante le restrizioni in atto, persino gli studenti provenienti dall’estero (+15%).

Ed è l’Umbria, secondo l’Osservatorio, con un +39%, la regione che ha registrato il maggiore incremento delle immatricolazioni rispetto ai dati dell’anno precedente, davanti a Liguria (+25%) e Sicilia (+13 per cento). L’Università degli Studi di Perugia, in particolare, è l’Ateneo che ha ottenuto, in Italia, l’aumento percentuale maggiore del numero dei suoi immatricolati. Seguono, nell’analisi, Camerino e Foggia (+32%), Genova (+25%), Novedrate e-Campus e Messina (+22%).

Più che positivo anche il dato relativo agli studenti fuori sede, per i quali UniPg ha fatto registrare un incremento pari a +97%, seguita dalla Liguria (+82%).

rettore università oliviero-2“Credo che i risultati positivi ottenuti dall’Università degli studi di Perugia possano essere spiegati da almeno quattro fattori”, commenta il rettore, professor Maurizio Oliviero, il cui intervento è stato riportato integralmente nel rapporto a illustrazione dei dati. “Il primo riguarda l’investimento coraggioso che il nostro Ateneo ha fatto sul diritto allo studio, innalzando la no-tax area fino a 30mila euro per andare incontro alle esigenze delle famiglie in difficoltà, che hanno potuto così continuare ad assicurare l’esperienza universitaria alle loro figlie e ai loro figli”.

“In secondo luogo – aggiunge il rettore – è emersa la capacità di ammodernamento del nostro Ateneo che, a inizio lockdown, in una settimana, grazie al personale tecnico-amministrativo e al corpo docente, ha spostato online tutta l’attività didattica. Terzo fattore è l’internazionalizzazione: in un momento di ‘chiusura’ e distanziamenti, abbiamo promosso corsi internazionali a doppio titolo.  Il quarto elemento, ma certamente non in ordine di importanza, è costituito dai giovani, ai quali tradizionalmente in Italia siamo restii ad affidare ruoli di responsabilità. L’Università degli studi di Perugia – conclude Oliviero – punta con forza proprio su di loro, che rappresentano l’innovazione più importante: gli adulti devono avere il coraggio di consegnare ai giovani il governo delle cose, per il rilancio del Paese. A tutte e a tutti loro l’invito a investire con generosità e coraggio nel nostro Paese, a non andare via dall’Italia, per guidarla alla rinascita: così operando, offriranno un contributo decisivo verso una società più umana e più giusta”.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

L’Università di Perugia “sconfigge” il virus: boom di immatricolati nell’anno della pandemia

TerniToday è in caricamento