Caso Dentix, la società è fallita ma i clienti pagano ancora le rate. L’Antitrust: ora i rimborsi

Centinaia di utenti a Terni e in Umbria devono ancora fare fronte alle rate per servizi mai ottenuti. Intervento dell’autorità su segnalazione di Federconsumatori: rendere le pratiche più veloci

L’Antitrust, su segnalazione delle strutture di Federconsumatori di Perugia e Modena, ha avviato un procedimento nella vicenda Dentix - la multinazionale attiva nel settore della cura dei denti fallita con centinaia di clienti ternani e umbri che stanno continuando a pagare rate di finanziamenti senza aver usufruito servizi - teso a verificare la sussistenza di pratiche commerciali scorrette, pubblicità ingannevole e comparativa, violazione dei diritti dei consumatori nei contratti, violazione del divieto di discriminazioni e clausole vessatorie.

Coinvolta non è solo la società che non ha garantito le cure e le prestazioni promesse ai cittadini, ma anche le finanziarie Cofidis, Fiditalia e Deutsche Bank che “hanno continuato a riscuotere le rate del finanziamento senza titolo e non hanno proceduto alla risoluzione del contratto di finanziamento stipulato e finalizzato all’acquisto di prestazioni sanitarie erogate da Dentix, omettendo altresì di prevedere il rimborso delle rate corrisposte per gli interventi non eseguiti”.

“L’intervento dell’Antitrust – rileva Federconsumatori - chiama alla responsabilità non solo la società coinvolta, ma anche gli attori finanziari che, ora più che mai, sono chiamati ad assumere comportamenti corretti, rispettosi dei diritti dei cittadini e virtuosi per non scaricare su questi ultimi costi non dovuti. In questa ottica, è necessario ora che le società finanziarie rendano più sollecite e fluide le pratiche per la risoluzione del contratto e il rimborso dei cittadini di quanto versato e non dovuto a fronte della mancata prestazione”.

“Con alcune di esse - spiega Alessandro Petruzzi, Federconsumatori - nei mesi scorsi siamo riusciti a raggiungere accordi in tal senso, ma sono ancora molte le criticità che si riscontrano su tale versante. Questa vicenda, inoltre, riaccende i riflettori sulla necessità di una presa di posizione chiara e determinata da parte del legislatore, volta da un lato alla definizione di una normativa più stringente che preveda forme di rimborso ai cittadini e di penalizzazione a carico delle società che non operano correttamente; dall’altro, richiede una più attenta verifica in materia di accreditamento delle aziende autorizzate ad operare nel settore odontoiatrico e sanitario".

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