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Lunedì, 16 Maggio 2022
Notizie dall'Umbria

Perseguita e molesta la ex: "Esci da quella casa, non è tua, è dei miei genitori". Condannato

L'uomo pretendeva che la donna lasciasse la casa che il giudice aveva assegnato a lei e al figlio

Un anno di reclusione per aver perseguitato la ex moglie. Assolta, invece, la nuova compagna: non lo avrebbe aiutato nelle molestie per riprendersi la casa di famiglia che il giudice ha assegnato alla donna.

La coppia, composta da un 48enne, difeso dall’avvocato Luca Graziani, e la sua compagna, difesa dall’avvocato Saschia Soli, erano accusati di avere “in concorso fra loro, mediante reiterate condotte nei confronti di …, ex compagna convivente” dell’uomo, messo in atto azioni moleste e intimidatorie, come “transitare in diverse occasioni nei pressi della casa familiare, di proprietà dei genitori di lui ed assegnata” alla donna dal Tribunale per i minorenni, in qualità di genitore collocatario del figlio minore, “suonando ripetutamente al campanello con la pretesa di entrare e rivolgendole l’esplicita intimazione di restituirgli la casa”.

In un’altra occasione si sarebbero presentati sempre sotto casa e avrebbero forzato il portone d’ingresso, “danneggiandolo e con esplicite minacce di morte in caso di rifiuto di restituzione dell’immobile” oppure inseguito la donna che correva a chiedersi nell’auto del nuovo compagno, con l’ex che “danneggiava forzandone la serratura e rompendone gli alettoni antipioggia”.

Una sera, nel corso della quale la donna aveva organizzato una cena, alla presenza del figlio e di alcuni amici, i due imputati avrebbero raggiunto l’abitazione e “inveendo contro di lei le intimavano di andarsene da casa sua, scuotendo e colpendo più volte e con violenza il portone, usando altresì espressioni offensive e provocatorie del tipo ‘vi fate le cene a casa mia, vieni giù z… se hai il coraggio’ e nel medesimo contesto danneggiando altresì l’autovettura in uso ad uno degli ospiti” della donna.

Oggi i giudici del I Collegio del Tribunale penale di Perugia hanno condannato l’uomo, con sospensione delle pena, e assolto la donna.

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