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Consigliere regionale "supplente", la curiosa proposta della Lega inserita in "commissione statuto" non passa inosservata

Durante l'ultima "commissione statuto" del consiglio regionale dell'Umbria, è stata inserita, fra le altre proposte di modifica, l'introduzione del consigliere regionale "supplente" che reggerà il posto al consigliere eletto e nominato assessore.

"Previsione della figura del consigliere supplente che potrebbe sostituire temporaneamente un collega di lista nominato assessore". Ecco il punto sul quale si sono calamitate le attenzioni della politica regionale delle ultime 24 ore, soprattutto delle opposizioni sedute fra i banchi dell' assemblea legislativa.

La proposta è uscita fuori dalla commissione statuto, presideuta dal consigliere leghista Carissimi, ed è stata votata durante l'ultima seduta 30 luglio scorso. All'ordine del giorno il piano dei lavori e i relativi obiettivi di questa commissione esclusivamente dedicata alle proposte di modifica dello statuto regionale. 

Fra le tante piste di lavoro, salta fuori l'introduzione del "consigliere supplente". In parole povere, qualora un consigliere eletto in una specifica lista venisse nominato assessore, automaticamente perderebbe (per la durata della carica assessorile) lo status di consigliere. Ecco, allora, che arriva in soccorso della lista il consigliere "supplente", ossia il primo dei non eletti, che resterebbe in carica a sua volta fino a quando il consigliere-assessore deterrà le deleghe. 

Due piccoli particolari: aumenterebbero sia il numero dei consiglieri regionali (stabiliti con una legge dello Stato) e le indennità da corrispondere. Una proposta che ha attivato le reazioni del mondo della politica e dell'opposizione, che ha letto, senza troppi filtri, un chiaro riferimento al caso dell'assessore Melasecche che, dopo l'elezione della Alessandrini in senato, è entrato ufficialmente in cosiglio regionale ricoprendo la doppia carica. Una condizione inaccettabile per la Lega, sulla quale Salvini si è pronunciato più volte. Ma Melasecche continua a incassare e va avanti per la sua strada.  

"L'unica speranza è che la proposta sia conseguenza di un colpo di sole di questa estate torrida. Proporre oggi l’escamotage del consigliere regionale supplente è inaccettabile», tuona Maurizio Ronconi, ex parlamentare umbro, che prosegue: "Introdurre oggi la figura del consigliere  regionale supplente, appare in tutta chiarezza come “una furbata” per riconfermare surrettiziamente e aggirando una legge dello Stato, un numero più elevato di consiglieri regionali rispetto a quelli assegnati per legge".

Duro anche il consigliere Pd Paparelli che commenta: "Servirsi di questo passaggio istituzionale per risolvere mere beghe di partito e ridefinire nuovi assetti di potere, sarebbe davvero un atto grave, consumato proprio nell’anno in cui si celebrano i 50 anni delle istituzioni regionali. Servirà tempo, un confronto aperto e plurale con la società umbra. Servirà chiamare a giudizio gli stessi umbri a ratificare il nuovo assetto organizzativo ed istituzionale. Per questo - conclude - invitiamo tutte le forze politiche ad assumersi la responsabilità di questo passaggio storico che misurerà anche lo spessore e il grado di responsabilità di un’intera classe dirigente.

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