Scuola, la fase due dell’Umbria fa i conti con un “buco” di centinaia di sezioni

Le ipotesi allo studio del ministero: per scuola dell’infanzia e primaria classi da massimo 12 alunni. Ecco la situazione dell’edilizia scolastica nel cuore verde d’Italia

La scuola che “risorgerà” dall’epidemia di Covid è ancora tutta da scrivere. Il ministero dell’istruzione lavora al dossier delle riaperture immaginando scenari diversi che devono essere – per forza di cose – agganciati alle ipotetiche curve di contagio del Coronavirus e comunque “sottomesse” a quelle che ad oggi sembrano le uniche armi efficaci contro il virus: distanziamento sociale e sistemi di protezione individuale.

Tra i possibili scenari di quello che avverrà a settembre, ce n’è uno che appare più concreto rispetto agli altri: per le scuole dell’infanzia e le primarie (asili ed elementari) e forse anche per le scuole primarie di secondo grado (le medie) si tornerà alle lezioni in presenza, mentre la didattica a distanza potrebbe essere lasciata alle scuole superiori, magari alternandola con ore di effettiva frequenza in classe.

Per far tornare a scuola bambini e ragazzi sarà però – molto probabilmente – ridurre il numero di alunni per classe, portando la quota fino ad un massimo di 10/12 così da garantire una giusta distanza (almeno) fra i banchi, pur con l’incognita di dover definire in maniera dettagliata tutti gli altri tempi e spazi della giornata educativa.

Questo però significa mettere a dieta le sezioni dentro le quali è disegnata la scuola di oggi che, molto spesso, si trova a dover fare fronte a quelle che vengono definite “classi pollaio”.    

Stando ai dati relativi all’ultimo anno scolastico, quello “decapitato” ad inizio marzo dalla pandemia di Covid19, in Umbria dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di secondo grado ci sono 116.500 alunni (la popolazione più numerosa è quella delle superiori con 38.964 alunni, seguita dalle elementari con 36.358 allievi) divisi in 5.767 sezioni per una media di circa 20 studenti per sezione. Ci sono, evidentemente, situazioni molto “larghe” con classi da 14 o 15 alunni e realtà più complesse, in cui gli alunni superano anche le 25 unità per sezione.

Se le ipotesi sul tavolo del ministero dovessero trovare conferma e diventare regole operative per la riapertura delle scuole a settembre, questo significa che l’Umbria avrebbe la necessità di “trovare” circa 1.600 sezioni da mettere a disposizione di scuole dell’infanzia (circa 660) e primarie (più o meno, mille). Se il calcolo dei 10/12 studenti per classe dovesse essere applicato poi anche alle medie, alla lista bisognerebbe aggiungere altre 830 sezioni.

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Per le scuole superiori, la convivenza tra didattica a distanza e lezioni in presenze dovrebbe limitare il problema. Ma, nel caso in cui gli studenti fossero chiamati tutti a rientrare negli edifici scolastici, al conto finale si aggiungerebbero altre 1.400 sezioni. DI fatto, alle oltre 5.700 sezioni ad oggi presenti sul territorio regionale, ne mancherebbero poco meno di quattromila. Ed al conto “fisico” sarebbe poi da aggiungere il computo degli insegnanti, degli orari, delle attività da svolgere e così via. Per la scuola, davvero un bell’esame.

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