Coronavirus, le tappe della “fase 2”: distanze di sicurezza, app e uscite scaglionate in base all’età

Le date per l’alleggerimento dei divieti e per la ripartenza delle attività commerciali. La presidente Tesei: “Gli umbri hanno seguito in modo molto serio le regole, i risultati ci stanno dando ragione. Segnale positivo che ci porterà a ripartire un po’ prima”

L’Umbria potrebbe essere una “regione pilota in vista della fase 2”, ossia della ripartenza dopo l’emergenza Coronavirus. Ne ha parlato questa mattina, 14 aprile, la presidente della Regione Donatella Tesei, intervenendo alla trasmissione televisiva Mi manda Rai Tre, confermando quanto già anticipato la scorsa settimana. Ossi che l’Umbria sta concretamente lavorando all’agenda per la “riapertura”, forte anche di numeri incoraggianti per quanto riguarda i contagi da Covid19 e i decessi.  

“Gli umbri hanno seguito in modo molto serio le regole – ha detto la presidente - I risultati ci stanno dando ragione. Si tratta di un segnale positivo che ci porterà a ripartire un po’ prima”, comunque nel quadro di “linee guida nazionali” confortate da pareri tecnici e scientifici, che poi potrebbero essere “applicate in maniera differente a livello territoriale”.

“Stiamo lavorando al piano”, ha aggiunto la governatrice in trasmissione, sottolineando il lavoro che porterà ad “essere pronti” per ripartire “nei tempi e nei modi giusti”.

In realtà, già a livello territoriale le Regioni hanno modificato – allargando o restringendo – le disposizioni contenute nell’ultimo decreto del presidente del consiglio dei ministri che proroga il cosiddetto “lockdown” fino al 4 maggio, introducendo però alcune modifiche.

Così in Italia

In Veneto, il governatore Zaia ha ad esempio tolto il limite dei 200 metri per le passeggiate e introdotto la concessione di jogging e picnic nelle aree all’aperto, ma solo con familiari conviventi e con mascherina obbligatoria. Il distanziamento sociale raddoppia però, arrivando a due metri e l’apertura delle librerie, cartolerie e vestiti per bambini è concessa solo per due giorni a settimana. Due giorni a settimana di apertura anche in Campania, il martedì ed il venerdì, ma solo per i negozi per bambini, no a librerie e cartolerie ed alle consegne a domicilio del cibo. In Toscana aumentata la distanza sociale, che arriva ad un 1 metro e 80 ed i negozianti dovranno installare barriere con i clienti. Arriva il sì anche di Bonaccini in Emilia Romagna, che apre tranne che nei comuni che sono ancora zona rossa e chiede al Governo la ripresa di altre attività prima del 3 maggio. In Abruzzo, Liguria e Friuli Venezia Giulia arriva il sì per la cura degli orti. Manutenzione degli stabilimenti balneari e delle spiagge in Liguria ed Abruzzo, mentre nel Lazio si rallenta l’apertura delle librerie che slitta al 20 aprile. Stretta in Lombardia, dove Fontana dice no alla riapertura di librerie e cartolerie, alberghi e bed & breakfast. Studi professionali solo in smart working, attività motoria entro i 200 metri da casa e mascherine e guanti obbligatori. Librerie, cartolerie e negozi di vestiti per bambini rimangono chiusi invece in Piemonte e Trentino Alto Adige.

Le tappe per ripartire

Si ragiona dunque su come rimettere in moto il motore economico e sociale dell’Italia, tenendo presente che i divieti – immaginando che il 4 maggio sia davvero il termine – non spariranno del tutto. Quasi sicuramente una discriminante per le persone sarà l’età. Gli ultimi a poter uscire - come riporta l’agenzia di stampa Agimeg - saranno gli over 70 e soprattutto quelli con patologie pregresse. Al vaglio anche una nuova app dove i cittadini potranno registrarsi, inserendo anche la propria situazione sanitaria e specificando se sono stati sottoposti o meno al test seriologico o al tampone. L’app consentirà di monitorare costantemente gli spostamenti delle persone. Potrebbe però essere concreta – sempre dal 4 maggio – l’idea della libera circolazione delle persone, ma con mascherine e distanza di sicurezza, entrate contingentate nei negozi e, dal 18 maggio dovrebbero riaprire anche bar, ristoranti, pizzerie e altri pubblici esercizi. Il 31 maggio dovrebbero invece ripartire il campionato di calcio e gli sport collettivi, dall’8 giugno via libera agli sporti individuali nei centri sportivi.

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