Il Coronavirus manda in quarantena anche la banda larga e l’Umbria resta sconnessa

Indagine di sostariffe.it, dal 9 marzo al 27 aprile la velocità delle connessioni domestiche ha subito un rallentamento di oltre 40%. Pavanelli (M5S): “Lavoro, scuola e relazioni: tutto è stato più difficile”

Smart working, didattica a distanza, videochiamate con parenti e amici per accorciare le distanze generate dalla quarantena e dall’emergenza Coronavirus. Almeno sulla carta. Perché in realtà, molti territori dell’Umbria hanno dovuto fare i conti con velocità di connessione non esattamente adeguate alle esigenze della vita ai tempi del Covid19.

A denunciare i disagi è la senatrice del Movimento 5 Stelle, Emma Pavanelli, che riprende una indagine condotta da sostariffe.it sulla banda ultra larga nelle regioni italiane.

“Sebbene l’Umbria fosse destinata allo sviluppo della banda ultra larga (Bul) – spiega Pavanelli - durante l’emergenza da Coronavirus le infrastrutture hanno manifestato un calo delle prestazioni, rendendo difficili il lavoro da remoto, la didattica a distanza e il mantenimento delle relazioni tra le persone in quarantena”.

Secondo il dossier di sostariffe.it, l’Umbria si posiziona infatti al penultimo posto in Italia come velocità di connessione durante l’emergenza Covid19, avendo subito nelle settimane tra il 9 marzo ed il 27 aprile un rallentamento nella velocità delle connessioni pari a -43,83%.  Assieme al cuore verde d’Italia, le regioni che hanno subito i maggiori rallentamenti durante il lockdown sono state Emilia Romagna (-46, 26%) e Sicilia (-40,15%).

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“Le cosiddette ‘aree bianche’ interessate dal piano regionale Bul – rileva la senatrice M5S - di fatto sono rimaste sconnesse e hanno subito dei rallentamenti, facendo nascere preoccupazione per il futuro digitale dell’Umbria. In questa emergenza mondiale, è oramai chiaro a tutti i cittadini che lo sviluppo economico e la digitalizzazione della pubblica amministrazione, per crescere, hanno bisogno di strumenti. Se doveva essere questo il tempo per potenziare la digitalizzazione regionale, l’Umbria ha perso un’altra occasione”.

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