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Certificati medici fasulli per non lavorare, condannata dipendente dell'amministrazione penitenziaria

Il caso di assenteismo ha provocato un danno di immagine e patrimoniale di quasi 2mila euro

Presentava certificati medici per non andare al lavoro, ma stava benissimo. Dopo la condanna penale per assenteismo arriva anche quella della Corte dei conti per danno d’immagine e per le retribuzioni percepite indebitamente.

La dipendente dell’amministrazione penitenziaria è stata citata in giudizio dalla Procura regionale della Corte dei conti per sentirla condannare al risarcimento di 1.898,24 euro: 1.000 per il danno d’immagine e 898,24 euro di danno patrimoniale grazie “a plurime condotte consistite nell’ingiustificata assenza dal servizio correlata da documentazione medica attestante falsamente la sussistenza di condizioni di malattia”.

I giudici contabili hanno ritenuto “provato il danno … caratterizzato da inequivocabili modalità fraudolente ed oggetto di condanna penale”. Tramite i certificati medici la donna ha “tratto in inganno l’amministrazione presso la quale la dipendente prestava attività lavorativa circa il rispetto dell’orario di lavoro e la presenza in ufficio”.

Ne consegue che “il danno all’immagine va equitativamente quantificato nell’importo di 1.000 euro, tenuto conto del circoscritto ambito temporale di riferimento della condotta. Parimenti provato è anche il danno patrimoniale diretto, posto che alle assenze ingiustificate sono correlate componenti retributive indebitamente percepite per i periodi dal 25 al 27 novembre 2013 e dal 21al 25 gennaio 2014” corrispondente a 898,24 euro.

Da qui la condanna a risarcire il Ministero della Giustizia e il Provveditorato regionale Umbria dell’amministrazione penitenziaria, oltre a pagare gli interessi legali e le spese processuali.

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