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Domenica, 21 Aprile 2024
Notizie dall'Umbria

Elezioni regionali Umbria, vertici del centrodestra nazionale dopo flop Sardegna: la Tesei ora riprende quota

Dai dubbi espressi da Fratelli d'Italia al giudizio più morbido della destra meloniana sulla Governatrice che ha già battuto il campo largo del centrosinistra

La sconfitta in Sardegna del centrodestra ha riflessi importanti per le regionali dell'Umbria che sono previste ad ottobre 2024 salvo una proroga per unirle alle elezioni di altre importanti regioni nel 2025. La presidente Meloni non ha perso tempo, dopo il voto negativo e inatteso dei sardi, a convocare i vertici del centrodestra anche per arginare eventuali ripercussioni sui dossier serissimi che il Governo deve affrontare in questi mesi. Il maggiore partito del centrodestra doveva mandare un segnale e allo stesso tempo ammettere che in Sardegna sono stati fatti errori importanti da destra: aver imposto il sindaco di Cagliari - vicino alla Meloni - al posto dell'uscente Solinas (che non brillava per risultati ottenuti) vicino a Salvini è stato devastante. Se la coalizione dei partiti ha stravinto con il 49 per cento il candidato meloniano ha subito un voto disgiunto del 4 per cento, una sorta di record negativo e in più ha perso di 20 punti nel comune di Cagliari dove era sindaco. Non era l'uomo giusto. La morale della storia: basta forzature, basta rischiare di cambiare governatori dopo un mandato, solo per logiche partitiche. Bisogna trovare il candidato giusto al di là dell'appartenenza politica. Anche perché il Pd e i 5 Stelle non marciano più divisi ma uniti seppur spesso da separati in casa, con programmi opposti. Il famoso campo largo che ad onore del vero già sperimentato altrove solo in Sardegna ha permesso un ribaltone.

Ed ecco che dal Tavolo nazionale arrivano messaggi chiari in direzione dell'Umbria, l'ex regione rossa, governata dalla Presidente Tesei, vicina a Salvini come nomina ma piuttosto sopra le parti come dimostrato in questi quasi 5 anni di governo. Senza tanti giri di parole: era stata messa nella casella dei governatori a rischio riconferma. Nonostante un consenso dignitoso  - secondo le classifiche dei Governatori sopra il 50% ma in calo rispetto al voto del 2019 - e risultati tangibili sul turismo, sviluppo economico, infrastrutture e tanti soldi ottenuti dal Pnr. Il punto debole, ma come per tutte le regioni, la sanità dopo la pandemia, le liste di attesa e un cambiamento poco marcato rispetto al passato. Negli ultimi mesi le cose sono cambiate ma la situazione resta difficile e il centrosinistra è riuscito a cavalcare bene questa onda sanitaria. Sulla sanità la Tesei ha subito attacchi pesanti da Fratelli d'Italia che chiedevano un rimpasto di giunta mai avvenuto. Nella giunta la destra non aveva ottenuto nessun assessore ma non sono mancate nomine importanti come la Presidenza del Consiglio e partecipate cruciali, come Sviluppumbria.

Il voto della Sardegna ha cambiato la casella dove inserire la Tesei passata in quella dei riconfermati anche se ancora scritta a matita e non a penna. Ovviamente sempre in quota Lega. Tutte le altre candidature sono state messe da parte per il momento. Secondo le agenzie da destra sono arrivati apprezzamenti per la Governatrice e anche sulla svolta sanitaria dell'ultimo anno. La conferma dunque diventa più probaile anche perchè c'è una gestione importante di risorse ottenute con progetti concreti per il Pnrr. Comunque per la definitiva conferma bisongerà aspettare dopo le comunale ed europee quando il centrodestra riprenderà la discussione sull'Umbria.

C'è anche un altro elemento a favore della Tesei: il famoso campo largo non è una invenzione sarda ma arriva da lontano e per la precisione è stato sperimentato la prima volta direttamente in Umbria quando Conte e Zingaretti diedero vita alla coalizione Pd, Sinistra, Movimento 5 STelle e Civici guidata dall'imprenditore Bianconi. Fu sconfitto proprio dall'attuale governatrice. Si parla di 5 anni fa, il mondo è cambiato, il vento è uguale per tutti ma chi governa da 5 anni parte sempre avanti rispetto ad un candidato che in tre mesi deve farsi conoscere e bucare lo schermo.

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