Fase due, braccio di ferro tra Umbria e Roma: subito le linee guida dell’Inail per ripartire dal 18 maggio

Lettera della governatrice Tesei, assieme ai colleghi di altre dieci regioni: incontro urgente con il Governo oppure agiremo autonomamente   

I governatori di Umbria, Abruzzo, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Molise, Piemonte, Sardegna, Veneto e il presidente della Provincia autonoma di Trento hanno scritto al presidente della Conferenza delle Regioni sollecitandolo “a convocare urgentemente per domani un incontro con il Governo al fine di avere assoluta certezza che le linee Inail per le riaperture siano disponibili entro mercoledì e che dal 18 maggio ogni territorio possa consentire la ripartenza. Una prospettiva che, qualora fosse disattesa, porterà ad agire autonomamente”.

Questo dopo che Francesco Boccia, ministro per gli affari regionali e le autonomie, ha scritto a Stefano Bonaccini - presidente della Conferenza delle Regioni oltre che governatore dell’Emilia Romagna - spiegandogli che il comitato tecnico scientifico nazionale e l’Inail non hanno ancora predisposto i protocolli per la sicurezza sul lavoro nel settore del commercio al dettaglio, così come del resto in quelli della ristorazione, dei bar e dei servizi alla persona.

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Impossibile dunque che arrivi un via libera per Donatella Tesei e gli altri presidenti di Regione prima del 18 maggio, quando invece il Governo potrebbe iniziare a valutare delle riaperture differenziate in base all'andamento del contagio nelle varie zone del territorio nazionale. A poco servirebbe anche “forzare la mano” e scontrarsi con l’esecutivo, dopo che oggi il Tar di Catanzaro ha accolto il ricorso presentato dal consiglio dei ministri tramite l’Avvocatura generale dello Stato e annullato l’ordinanza del 29 aprile emessa dalla governatrice calabrese Jole Santelli, che aveva anticipato la ripresa dell’attività di ristorazione, non solo con consegna a domicilio e con asporto ma anche mediante servizio al tavolo, purché all’aperto e nel rispetto di determinate precauzioni di carattere igienico sanitario. All'Umbria come al resto delle Regioni per il momento non resta che accontentarsi delle prime limitate riaperture concesse qualche giorno fa dal Governo. I giudici amministrativi di Catanzaro hanno infatti sposato la linea dell’esecutivo: le Regioni possono imporre solo misure più restrittive rispetto a quelle decise dal premier Giuseppe Conte.

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