Terni nel tunnel del gioco d’azzardo: ogni giorno si scommette mezzo milione di euro

La città dell’acciaio è il secondo comune in Umbria per raccolta dopo Perugia. Regione e Anci promuovono il progetto Gaps

Il gioco d’azzardo in Umbria ha registrato una lieve flessione nel 2018, rispetto ai due anni precedenti, attestandosi all’1,4% del totale nazionale, con una raccolta di 1,05 miliardi di euro sul territorio regionale.

Anci Umbria partecipa al progetto Gaps, uno studio sul gioco d’azzardo e sulle dipendenze che ha coinvolto 27 comuni del territorio, per un totale di circa 14.000 residenti. I soggetti, selezionati in maniera casuale dalle liste anagrafiche tra i 18 e i 74 anni, stanno ricevendo a casa un questionario con una serie di domande riguardanti le opinioni personali, le conoscenze possedute e i comportamenti adottati nei confronti del gioco e delle dipendenze.

I DATI SUL FENOMENO

La raccolta derivante dai giochi d’azzardo in Umbria secondo i dati dell’Agenzia dogane e monopoli, è in lieve flessione nel 2018, rispetto ai due anni precedenti: nella nostra regione si attesta all’1,4% del totale nazionale, con quest’ultimo che ammonta a 75,3 miliardi di euro (circa il 70% del totale della raccolta), di cui 1,05 in Umbria.

Nel novero dei volumi di gioco però, non è considerato il fenomeno del gioco online che pure è rilevante. Prosegue infatti la crescita della raccolta del gioco a distanza, con un aumento, a livello nazionale, del 47% in appena due anni. La raccolta online nel 2018 è stata pari a 31,4 miliardi di euro, il 29,4% del giocato complessivo in Italia.

Secondo l’Agenzia, in Italia, nel 2018, la raccolta ricavata dal gioco su rete fisica è stata di 106,8 miliardi di euro, con un aumento del 5% rispetto all’anno precedente.

In termini pro-capite, nel 2018 la raccolta su rete fisica a livello nazionale è stata di 1.244 euro per residente, un dato più alto di quello registrato in Umbria, dove la raccolta su rete fisica per residente è stata di 1.188 euro.

In Umbria si conta però una maggiore disponibilità di giochi su rete fisica: nel 2018 sono presenti 4,68 AWP e 0,97 VLT ogni 1.000 residenti, mente a livello nazionale ci sono 4,35 AWP e 0,94 VLT per 1.000 residenti.

A livello comunale i dati più aggiornati sono quelli del 2017. Sempre in riferimento ai soli giochi distribuiti su rete fisica, nel 2017 i tre Comuni dell’Umbria con la più alta raccolta sono stati Perugia (249 milioni), Terni (182 milioni) e Foligno (71 milioni).

In termini pro-capite, i tre Comuni con la più alta raccolta sono stati Bastia Umbra, Corciano e Pietralunga, dove sono stati giocati rispettivamente 2.084, 1.804 e 1.724 euro per residente. I tre Comuni umbri con la raccolta per residente più bassa nel 2017 sono stati Scheggino, Parrano e Piegaro dove sono stati giocati rispettivamente 61, 99 e 118 euro per residente.

IL PROGETTO

Il questionario, rendono noto Regione Umbria e Anci Umbria, serve a raccogliere dati adeguati alla valutazione del fenomeno. “L’obiettivo di Anci Umbria – afferma il segretario generale di Anci Umbria, Silvio Ranieri - è quello di contribuire a disincentivare comportamenti a rischio, di sollecitare i Comuni ad aderire alla campagna contro la ludopatia e a pubblicizzare il marchio ‘no slot’, oltre che a informare la popolazione, anche attraverso questi studi, sui rischi e le conseguenze del gioco d’azzardo e delle dipendenze”.

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“Con questo studio di popolazione – commenta Sabrina Molinaro, responsabile del laboratorio di epidemiologia e ricerca sui servizi sanitari del Cnr e coordinatrice dello studio Gaps Umbria - intendiamo raccogliere informazioni utili a comprendere il fenomeno in tutte le sue sfaccettature: dalle prevalenze, alle preferenze di gioco, dalla facilità di accesso, ai diversi comportamenti legati al gioco d’azzardo, così come alle implicazioni socio-demografiche ed economiche legate all’azzardo”.

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