“Vivere è un diritto, bere è una scelta. E adesso chiedo giustizia per mio figlio Nikola”

La lettera della mamma del 21enne morto a marzo del 2019 a causa di un incidente stradale causato da un altro ragazzo trovato ubriaco al volante: “Nessuna madre deve più provare la tremenda sofferenza che sono costretta a subire io”  

È passato oltre un anno e mezzo da quella sera del 14 marzo del 2019 in cui mio figlio, Nikola Duka, ad appena 21 anni, ha perso la vita all’interno della galleria di Forca di Cerro per mano di chi si è messo alla guida con un tasso alcolemico superiore al triplo del limite di legge, distruggendo per sempre i sogni di Niki e la vita di chi lo amava.

Il prossimo 27 ottobre verrà celebrata, innanzi al Gup del Tribunale di Spoleto - dottoressa Federica Fortunati - l’udienza preliminare che vede imputato un 25enne residente nel Comune di Sant’Anatolia di Narco, “del reato di cui all’art. 589 bis co 2 c.p.p. perché… ponendosi alla guida in stato di ebrezza alcolica con tasso alcolemico pari a 1.72 g/l, nonché in violazione del comma 8 art. 142 d.lgs. 285/1992 ovvero circolando alla velocità di 112 Km/h (oltre 10 Km/h oltre il limite consentito di 90 Km/h) e del co 2 art. 172 d.lgs. 285/1992 in quanto, in fase di incrocio con un altro veicolo, circolava contro mano e non faceva uso delle cinture di sicurezza, cagionava la morte di DUKA NIKOLA che stava percorrendo la strada statale 685 a bordo della vettura Lancia Y…”, come da richiesta di rinvio a giudizio del pubblico ministero, dottoressa Elisa Iacone.

In questi giorni in città, su mia iniziativa, sono stati esposti vari cartelloni in ricordo di Nikola, con una sua foto e con un messaggio chiaro: “Vivere è un diritto! Bere è una scelta! Guida con prudenza!”. Messaggio che non può rimanere inascoltato e che deve servire da insegnamento a tutti ed in particolare ai giovani.

Ho anche distribuito nella zona volantini con il messaggio sopra indicato e ho chiesto a titolari e dipendenti di molte attività presenti in città di poter mettere indosso, in questi giorni, una spilla con la scritta “Giustizia per Nikola”. Con l’occasione tengo a ringraziare le numerosissime persone che si sono manifestate disponibili ad indossare la spilla, mostrandomi tutta la loro vicinanza.

Il reato per cui è imputato colui che ha procurato la morte di mio figlio è un reato grave, severamente punito dalla legge.

Mi auguro quindi che sia resa giustizia a Nikola e che venga applicata una pena adeguata alla gravità del fatto ed al dolore incolmabile che la perdita di Nikola ha procurato alla nostra famiglia, affinché nessuno si permetta mai più di mettere in pericolo la vita degli atri e nessuna madre debba provare la tremenda sofferenza che sono costretta a subire.

*madre di Nikola Duka

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