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Il Tar dell'Umbria riapre asili e scuole dell'infanzia ritoccando l'ordinanza di chiusura. L'annuncio della regione

Dopo il ricorso presentato da un gruppo di genitori e insegnanti a seguito dell'ordinanza di chiusura delle scuole di orgni ordine e grado in Umbria, il Tar accoglie parzialmente la richiesta imponendo la riapertura dei servizi dai 0 ai 36 mesi

Il Tar dell'Umbria spariglia gli orientamenti dell'ordinanza regionale relativa alla sospensione delle lezioni in presenza, nella parte che riguarda “i servizi socio educativi per la prima infanzia fino a 36 mesi pubblici e privati e i servizi educativi delle scuole dell'infanzia, statali e paritarie”.

Secondo il giudici del tribunale amministrativo “il danno paventato dai medesimi si presenta di duplice natura, risiedendo sia nella preclusione a carico dei discenti della essenziale formazione scolastica (con i relativi disturbi e danni formativi denunziati) sia nelle possibili ripercussioni sul rapporto di lavoro dei genitori, che sostengono come il regime derivante dalla collocazione della regione in zona arancione precluda la fruizione del congedo per motivi familiari”.

Tuttavia, la situazione epidemiologica è tale per cui, “la scelta comporta la conferma dell’orientamento (già affermato da questo TAR) per cui, nel bilanciamento tra l’interesse alla salute pubblica e quello ad una formazione scolastica (che comunque può essere svolta temporaneamente a distanza), la prevalenza del primo”.

Il ricorso, presentato dal comitato dei genitori assistiti dagli avvocati Alessandra Bircolotti ed Ermes Farinazzo, non è stato accolto nella sua totalità quindi, se non nella parte che riguarda una singola ricorrente, in rappresentanza del figlio minore, sospendendo “nei confronti della ricorrente [...] l’ordinanza impugnata nella parte in cui ha disposto la sospensione dei servizi socio-educativi per l’infanzia”. Tanto basta per rimettere in discussione la riapertura degli asili. Questo perché anche nel Dpcm che disciplina le zone rosse i servizi per i bambini dagli 0 ai 36 mesi i è previsto che rimangano aperti.

"Si profila l'interruzione di pubblico servizio"

A commentare ll decreto del Tar sono gli stessi avvocati Alessandra Bircolotti ed Ermes Farinazzo, che hanno immediatamente inviato una diffida alla Regione per l'immediata riapertura dei servizi all'infanzia: "In conformità alla suddetta misura cautelare - scrivono i legali -, gli asili nido e le scuole dell’infanzia andranno riaperte a partire da lunedì 15 febbraio. In difetto di ciò, ogni genitore dei bambini iscritti alle suddette scuole avrà diritto a chiedere il risarcimento del danno nei confronti della Regione dell’Umbria per il mancato rispetto del provvedimento del giudice".

Tuttavia, alla lettera dei due avvocati, inviata per conoscenza anche alle amministrazioni comunali titolari distrutture per l'infanzia, non c'è stata risposta: "Stiamo attendendo un riscontro formale da parte della regione, ma ancora tutto tace - osservano i legali -. La situazione è particolarmente grave perché oltre ad esporsi al diritto di risarcimento impugnabile da parte dei genitori, la regione può essere accusata di interruzione di pubblico servizio. Stiamo sollecitando per ricevere, nelle prossime ore, conferme ufficiali di ricezione e immediata applicazione della sentenza".

La nota della regione

“La Regione Umbria ha comunicato ai sindaci interessati dal provvedimento, nonché alle Prefetture di Perugia e Terni, ai presidenti delle due province, al Presidente Anci  e all’Ufficio scolastico regionale la sospensione ordinata dal Tar, in merito alla parte dell’ordinanza regionale numero 14 del 6 febbraio in cui si disponeva l’interruzione sino al 21 febbraio di tutti i servizi socioeducativi per l’infanzia (0-6 anni), statali e paritari, dei comuni della provincia di Perugia e di San Venanzo e Amelia in provincia di Terni. È stata invece respinta dal Tar l’impugnativa dei ricorrenti relativamente alla parte dell’ordinanza con cui vengono sospese le attività delle scuole primarie e secondarie”

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